Economia Noto 22/08/2016 11:52 Notizia letta: 4078 volte

E a Noto apre un Hotel intitolato a Gagliardi

Da Il Sole 24 Ore, un pezzo di Mariano Maugeri
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Noto - L'assioma è persino banale: sono l'originalità e i servizi offerti dalle strutture ricettive che determinano la qualità della domanda.
Se non ci fosse il San Pietro di Positano o l'hotel Caruso di Ravello, Rupert Murdoch o Bill Gates andrebbero in Costiera amalfitana? E se non esistessero l'hotel Patria a Lecce e le splendide masserie seminate per il Salento-shire? Il Val di Noto arriva buon ultimo, ma con la voglia di lasciare il segno.

A mobilitarsi sono stati imprenditori autoctoni e stranieri. Per coloro che ambiscono a sperimentare la sindrome di Stendhal c'è il Boutique hotel (aprirà a giorni) intitolato all'architetto Rosario Gagliardi, l'Andrea Palladio del tardo barocco del Val di Noto.
I fratelli Costanza, Corrado e Nicola Messina, hanno recuperato mattonella su mattonella un antico edificio di loro proprietà con un delizioso giardino interno e una terrazza dalla quale si gode uno spettacolo dell'area major ecclesiae unico al mondo: in successione si ammirano Palazzo Trigona, Palazzo Ducerio, la Cattedrale, basilica di San Salvatore, le chiese di Santa Chiara e San Carlo fino alla madonna dell'Arco e al monastero delle Benedettine: solo via Mormina Penna a Scicli puà rivaleggiare con questo panorama, ma nella città del commissario Montalbano non ci sono punti di osservazione ti di osservazione cosi strategici.

Il taglio di luce sui monumenti e 11 camere con pezzi di antiquariato siciliano chiudono il cerchio. Al primo anno di apertura, dopo il rodaggio del 2015, è anche il resort dell'imprenditore veneto Gherardo Viani, per vent'anni l'uomo dei Benetton in Russia.
Quindici ettari che dominano la campagna di Rosolini, popolata di ulivi, vigne, alberi di mandorle e limoni. Nel cuore della tenuta Viani ha ristrutturato con la pietra bianca di Noto un vecchio casale con piscina da 25 metri e una ventina di stanze. Intorno un orto e un agrumeto a coltivazione biologica. Masseria della volpe si chiama il resort, perché quando Viani ci capitò per la prima volta con Andrei Grigoriev, il suo socio russo, fu accolto da una volpe dalla coda lucida che lo squadrò con aria minacciosa.

Per chi cercasse soluzioni più economiche, proprio di fronte la masseria della volpe c'è una villa dell’Ottocento con botti di vino antiche e museo della tonnara. Casale Modica, questo è il nome, è dominato da un ficus centenario.
Non meravigliatevi se in ossequio all'informalità della struttura i padroni di casa vi recluteranno per la raccolta di mandorle, arance o pomodori: in campagna le braccia contano più dei cervelli.

Mariano Maugeri