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Mercoledì 22 Febbraio 2017 - Aggiornato 22/02/2017 14:22 - - Visite: 41472262

 

02/09/2016 16:21

Lavinia Guglielman: In Sicilia il garbo e la gentilezza di un’altra epoca

Il cinema, la tv, la fotografia e i fornelli

Lavinia Guglielman: In Sicilia il garbo e la gentilezza di un’altra epoca Lavinia Guglielman: In Sicilia il garbo e la gentilezza di un’altra epoca Lavinia Guglielman: In Sicilia il garbo e la gentilezza di un’altra epoca  
 

Scicli - A fine pranzo al giornalista arrivato all’ora del caffè Enza fa trovare un cannolo appena sfornato dalle mani dello chef Giorgio Ruggeri.
Destino ingrato quello di dover parlare ponendo domande, mentre la cialda friabile del dolce siculo ti guarda come impaziente di essere mangiata.
E però, mentre si mangia non si parla, e se si parla non si mangia.
Parliamo. Il cannolo aspetti. Lavinia, 31 anni, attrice di cinema e tv, romana. 

Lavinia, come sei arrivata a Donnalucata?

Sono una appassionata gourmet, sapevo dell’esistenza di Zafran Restaurant, e dentro il nostro tour siciliano, tra i percorsi della cucina che Marta Sallemi e Gianluca Anastasi, di Foodda Communication e Visit Sicilia, ha voluto propormi abbiamo inserito la tappa a Scicli e Donnalucata.
Sai, sono una persona curiosa, amo scoprire nuovi luoghi, grazie alla mia amica Diana De Lorenzi ho scoperto di recente la passione per la fotografia, che si unisce a quella per il buon cibo. Sono romana de Roma, mamma invece è di Montalcino, e da lei ho ereditato il talento per la tavola e il buon vino.

Ma tu ti metti ai fornelli?

Scherzi? Certo. Sono una pastasciuttara! Sono molto brava a cucinare i primi, ho una passione per i dolci, che in realtà ancora non mi vengono bene.

Dolce preferito?

Il tiramisù…

Parliamo di spettacolo. Come arrivi in tv?

In maniera casuale. Facevo danza, avevo 9 anni e un giorno hanno fatto il casting nella mia scuola in cerca di una bambina che avesse una somiglianza netta con l’attrice principale del film Va dove di porta il cuore, con Virna Lisi, per la regia di Cristina Comencini. Scelsero me per una questione di pura fisionomica. Cristina fu brava a farmi scoprire una inclinazione, quella di raccontare emozioni.

Tempo libero?

Amo viaggiare, e ora anche fotografare, le esperienze di viaggio, i miei animali. E poi, ogni mattina, faccio dieci chilometri di corsa per smaltire le calorie in eccesso.

Cosa ti piace di questi luoghi?

Ero stato una volta a Catania per un’opea di Luca Verdone, ma posso dire che questa è la mia prima volta in Sicilia.

Mi piacciono i siciliani, la loro faccia genuina e solare. Qui ho trovato la gentilezza e il garbo di un altra epoca.

Chiedi un’indicazione, e le persone ti dedicano il loro tempo. “Scusa, ma se tu mi spighi per filo e per segno come arrivare alla stazione, io mi perdo il treno”, mi viene da rispondere, siete troppo disponibili. Poi mi piace che al mare alternate città dalla grande storia, e da una specifica tradizione gastronomica. Ecco, io mi sento a casa.

Sogni?

Sì, di appassionarmi a cose nuove. I luoghi, la fotografia, chissà…

Posso mangiare il cannolo?

Ancora lì ce l’hai? se non lo mangi tu me lo magno io.

Le foto di Lavinia sono di Diana De Lorenzi. La foto del cannolo è di Marta Sallemi. 

Giuseppe Savà

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