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Domenica 04 Dicembre 2016 - Aggiornato 04/12/2016 13:13 - Online: 387 - Visite: 41171934

 

17/09/2016 19:58

Notizia letta: 2809 volte

Ibla Buskers farà scoprire l'antica filanda di Ibla

Dal 6 al 9 ottobre

Ibla Buskers farà scoprire l'antica filanda di Ibla
 
 

Ragusa - La storia incontra la magia, donando parte del suo fascino ad uno spettacolo di emozioni e meraviglia. Un luogo di antica memoria, che adesso si apre alla suggestione, in cui il tempo trascorreva lento, battuto dai rumori incessanti dei macchinari, all’avanguardia per l’epoca, e dall’operosità dei dipendenti, una cinquantina di “fortunati” che ogni giorno, per anni, trasformavano fibre tessili in fili.
E’ la Filanda Donnafugata, il vecchio opificio della metà dell’800 nel cuore del quartiere barocco, che dal 6 al 9 ottobre prossimi ospiterà la magia dell’arte di strada di Ibla Buskers, insieme al resto delle vie e delle piazze di Ragusa Ibla. Una grande sorpresa per l’edizione 2016 dell’appuntamento del festival più prestigioso dell’Italia meridionale, che ha scelto l’antico opificio, unica testimonianza di archeologia industriale dell’antico quartiere, come location d’eccezione per alcuni spettacoli in programma. Il risultato sarà mozzafiato per una manifestazione che supera se stessa e riesce in una missione finora impensabile: aggiungere fascino al già straordinariamente incantevole festival.
La “cotton factory”, come la definiva all’epoca la guida turistica tedesca Baedeker, allocata lungo la discesa San Leonardo, antica via di comunicazione che da Ragusa Ibla portava all’altopiano, fu costruita a metà ottocento dal barone Francesco Arezzo di Donnafugata e in pochi anni divenne uno dei centri più produttivi del tempo. Per due decenni, fino al 1874, anno in cui a causa della crisi del settore le attività cessarono, la sua attività ha infatti inciso significativamente nell’economia dell’epoca, a tal punto da essere inserita nella Carta Regionale dei luoghi dell’identità e della memoria redatta dall’Assessorato Regionale dei Beni Culturali, censita tra i luoghi “archeologizzati” della lavorazione della Sicilia.
Della struttura originaria resta oggi solo parte del fabbricato e la scenografica ciminiera che ne è diventato il simbolo.
“Siamo orgogliosi di questa grande sorpresa che farà conoscere una realtà così importante, a molti ignota, della nostra terra - commenta Antonio La Cognata, organizzatore insieme a Francesco Pinna di Ibla Buskers e appassionato e studioso della storia locale – Il nostro festival, ormai da 22 anni, attira ogni anno migliaia di spettatori da ogni parte di Italia e non solo, così come da ogni parte del mondo arrivano gli artisti ospiti. Una grande occasione per apprezzare le bellezze naturalistiche, storiche e architettoniche della nostra splendida zona, a cui oggi si aggiunge il vecchio filatoio, simbolo della produttività e ingegnosità iblee. Ogni anno cerchiamo di far conoscere alcune zone dimenticate o poco conosciute di Ragusa Ibla con l’obiettivo di ritrovare l’identità stessa della nostra città”.
Il festival, organizzato come sempre dall’associazione Edrisi, gode del patrocinio del Comune di Ragusa e del supporto di tanti sponsor privati.

Redazione

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