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Venerdì 09 Dicembre 2016 - Aggiornato 09/12/2016 10:23 - Online: 541 - Visite: 41357530

 

23/09/2016 20:01

Notizia letta: 9199 volte

Peppe Drago. Gli occhi che hanno pianto vedono più lontano

I funerali

Peppe Drago. Gli occhi che hanno pianto vedono più lontano
 
 

Modica - Trecentosessantasei volte.
Tanti quanti sono i giorni dell'anno. Più una, per gli anni bisestili.
Sono le volte in cui nella Bibbia è ripetuta l'ammonizione: “Non avere timore”.

Il picchetto d'onore che veglia sulla bara di Peppe Drago è circondato da un silenzio irreale, mentre monsignor Angelo Giurdanella, vicario generale della Diocesi di Noto, e padre Enzo La Porta officiano i funerali dell'uomo politico ibleo più importante del secondo dopoguerra.

Cita il profeta Geremia, Enzo, il frate cappuccino: “Ti ho amato d'amore eterno”.
“Un giorno di due anni fa Peppe bussò alla porta del convento chiedendo di me, pregandomi di iniziare un cammino.
Ricordo di aver conosciuto (e sono trenta anni che io vivo a Modica) un Peppe inedito. Prese il fazzoletto e iniziò ad asciugarsi le lacrime. Gli dissi bravo, stai maturando. Hai imparato a commuoverti. Alla fine del nostro primo incontro gli donai il sacramento dell'olio degli infermi. Lui unse i palmi delle proprie mani e le giunse, quasi a non voler sprecare una goccia di quell'unguento.
Ci siamo visti e rivisti, fin quando, negli ultimi giorni, in ospedale, non mi chiese di raggiungerlo perché dal nostro confronto diceva di ricevere nuova forza, per affrontare la malattia.
Il tempo della sofferenza, per Peppe è stato quello della maturazione, perché gli occhi che hanno pianto vedono meglio, e più lontano.
Oggi Peppe non appartiene solo a noi che lo abbiamo conosciuto e amato, oggi Peppe appartiene a Dio”.


Giuliana Drago, la primogenita: “Papà ci ha sempre detto che nulla ci è dovuto. Ha avuto una vita piena, ha fatto tanto. Qualche volta, come tutti, ha sbagliato, ma ha fatto del bene. Lui oggi vorrebbe dirvi grazie, e grazie dico a nome mio e dei miei fratelli”.

In trionfo il feretro è stato portato portato davanti alla cappella di San Giorgio.

Una sessantina di persone si sono alternate per portare a spalla la bara dalla chiesa alla fine di via Napoli.

Un modo per sostenere la memoria di Peppe, un modo di sostenersi nella sua assenza.

Funerali Peppe Drago from Ragusanews on Vimeo.

Irene Savasta

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