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Venerdì 09 Dicembre 2016 - Aggiornato 09/12/2016 13:00 - Online: 627 - Visite: 41365259

 

23/09/2016 12:18

Notizia letta: 11436 volte

Peppe Drago. Io, socialista, figlio di un cattolico democristiano

Lettera ad amico, scritta quando Peppe aveva 17 anni

Peppe Drago. Io, socialista, figlio di un cattolico democristiano Peppe Drago. Io, socialista, figlio di un cattolico democristiano Peppe Drago. Io, socialista, figlio di un cattolico democristiano
 
 

Modica- Dodici dicembre 1972. Peppe Drago ha lasciato il seminario di Noto, trasferendosi al classico, a Modica, città dove suo padre, insegnante, è anche diacono della chiesa di San Giorgio.
Democristiano.

Peppe ha deciso di iscriversi nel Partito Socialista, e questo ha determinato un furibondo litigio in famiglia. Può un cattolico, figlio di cattolici democristiani, non essere democristiano?

Vi regaliamo la lettera che Peppe scrive di suo pugno e spedisce per posta a Francesco, un amico di Scicli, conosciuto a Cava d'Aliga.


Modica, 12-12-1972


Caro Francesco,

stasera sento il bisogno di scrivere qualcosa.

Sono qui rinchiuso nella mia stanzetta, seduto accanto alla mia scrivania senza la forza di fare qualcosa.

Vengo da una discussione in famiglia che più di avere i caratteri di una dissuasione ha avuto i caratteri di una vera e propria rottura che se non definitiva (speriamo di no), comunque netta e evidente.

Se ricordi ultimamente dicevo che ero alla ricerca di un metodo di lotta, scoraggiato dai metodi usati in parrocchia e convinto dall'altra parte che per cambiare questa società la si deve distruggere e che se non vanno certe strutture, bisogna che le si abbattano.
Bene!

Giorni fa decisi di partecipare alle riunioni (la prima) di un gruppo che poi, se lo vogliamo, dovrebbe costituire la “Giovanile Socialista”.

Non l'avessi fatto mai!

Non puoi immaginare quello che si è scatenato a casa mia.

Secondo mio papà un cristiano non può essere Socialista (né di qualsiasi altro partito, tranne della DC); capisci bene che partendo da questa premessa non si può arrivare ad altro che ad una rottura.
Il problema, papà, evidentemente, lo pone male.
Ho cercato di farlo un po' ragionare, ma niente.
Per lui è una questione di vita o di morte; non può permettersi che un figlio suo sia Socialista (non sia Democristiano?).
Il bello è che io non è che sia proprio convinto del tutto; ma loro facendo in questo modo provocano in me una reazione che, se non lo sono, mi fa diventare deciso.


Comunque, caro Francesco, penso sia una scelta possibile; oltre tutto, quello che interessa, come tu mi insegni, è l'uomo. E se c'è una possibilità di mettersi al servizio dell'uomo inserendosi nel Psi, perché non farlo?

In questi giorni sto poco bene di salute ed ho la mola del senno che mi sta nascendo e da cinque giorni circa mi fa male e talvolta anche troppo.
In questo momento sento i miei che ancora delirano.
Vedi, noi giovani abbiamo bisogno di essere incoraggiati, di essere spronati.
Ma quando tu fai una scelta, oltre tutto è sempre relativa, e tutti ti vengono addosso, allora penso non si tratti di incoraggiamento. E poi quando tuo padre di fronte ad una altra eventuale scelta non condivisa da lui ti pone come alternativa la “rottura dei ponti” con la famiglia, sicuramente non è bello.
E quando cerchi di impegnarti, cerchi un metodo, ma dall'altra ti impongono un veto, come fossi un bambino, allora cadi nell'abisso più profondo.
E ti senti solo.
Anche se non totalmente, perché un lumicino di speranza in Lui ti è ancora rimasta, quanto basta per ricominciare a vivere domani.

Abbracci.
Aspetto tue notizie.


Salutami tutti gli altri.


                                                                                       Peppe Drago

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