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Mercoledì 07 Dicembre 2016 - Aggiornato 07/12/2016 08:29 - Online: 572 - Visite: 41265879

 

23/09/2016 20:15

Notizia letta: 4179 volte

Peppe Drago, uomo del Sudest

L'allocuzione funebre letta da Fabio Granata in chiesa

Peppe Drago, uomo del Sudest
 
 

Modica - Ricordare Peppe Drago a Modica, sottolinearne la personalità, la consapevolezza culturale, l'autorevolezza politica, il ruolo da lui svolto da cittadino, da Sindaco, da Presidente della Regione, da assessore, da sottosegretario, da uomo di classe e politico di razza (oltre ad essere per me un grande e inatteso onore del quale ringrazio la famiglia) non è difficile ma semplicemente inutile.

Ci sono uomini che rappresentano "il territorio". 

Altri "sono" il territorio:

Peppe è stato Modica, Peppe è stato il nostro amato SudEst.

Peppe ha rappresentato al meglio una certa Idea di Sicilia intelligente, accogliente, legata ai suoi paesaggi e ai muretti a secco ma anche alla innovazione e alla creatività, alle nostre belle città e alle dolci campagne, alla civiltà del lavoro e alla gente, alla sua stratificazione culturale unica.

Alla sua smagliante bellezza.

La bellezza. Un mio e suo caro amico ha scritto ieri magnifiche parole: "prevarranno l'arte della bellezza sul dolore e sulla sua tragica scomparsa". 

La bellezza.

Di Peppe mi colpì la bellezza appena lo conobbi tanti anni fa.

Una bellezza senz'altro inedita e soprattutto ben oltre i modesti canoni estetici medi dei rappresentanti politici e istituzionali e non solo siciliani.

La bellezza dei suoi tratti aristocratici e del suo sguardo profondo e solare, coniugata con una solidissima preparazione politica e culturale, rappresentò una componente importante della nuova pagina che si aprì, seppur per una breve stagione, nella politica siciliana.

La Sicilia sembrava aver bisogno non solo di un programma ma di una bella faccia che potesse rappresentarlo e rappresentarla.

Ne aveva grande e disperato bisogno.

Bisogno disperato che purtroppo continua ad avere.

Peppe, per un tratto di tempo troppo breve, riuscì a soddisfare quel bisogno.

Bellezza non solo come codice estetico ma anche etico.

A tal proposito qualche giorno fa un autorevole giornale lo ha descritto come "potente assessore al lavoro".

Ma Peppe non fu, e sopratutto non volle mai, essere potente: bravo, intelligente, disponibile, preparatissimo si, ma non "potente".

Bravissimo e con una squadra fidata e affiata attorno che rappresentò anch'essa una nuova stagione per Modica e non solo e che crebbe e si consolidò nella palestra del suo ufficio di gabinetto.

Gianni, Gabriele, Peppe e, ovviamente il caro Piero...

Peppe aveva le sue radici in quella stessa parte di Sicilia e nella Contea di Modica dove nel 1693, dopo la tragedia del terremoto, fu un dato estetico del tutto nuovo ad affermarsi attraverso quel formidabile laboratorio di sperimentazione architettonica che fu il Barocco.

Peppe amò subito l'idea del SudEst che nacque attraverso i nostri confronti, le nostre discussioni, le riflessioni comuni: e proprio dal SudEst sembrava riemergere una certa idea di Sicilia quale “Luogo dell’Anima”.

Una suggestione in grado di attirare lo stupore e la meraviglia non solo dei turisti che s’imbattono in bellezze nascoste e inattese ma di migliaia di Viaggiatori che, attenti e curiosi, restano sedotti dalla miscela di paesaggio urbano, naturale e antropologico: Ibla e Modica, Scicli, Vendicari e Pantalica, Marzamemi, Ortigia, l’Etna e tanti altri luoghi e paesaggi meravigliosamente unici che compongono l’anima del paesaggio del SudEst.

Con Peppe avevamo spesso discusso dell'Italia del NordEst analizzando ciò che di essa veniva "raccontato" dai media: un fenomeno legato alla straordinaria crescita economica di quell’area geografica grazie alla laboriosità del “popolo delle partite Iva”: innovazione, tecnologia, spirito d’impresa, etica della responsabilità e professionalità gli elementi che ne avevano delineato con forza il profilo.

Noi eravamo consapevoli che anche in Sicilia era possibile tutto questo ma ovviamente basato su un diverso "modello"...

Nasce da qui la scelta di denominare questa area, questo "distretto" SudEst, “giocando” sul riferimento geografico ma soprattutto così sottolineando l’aspirazione a un eccezionale e rapido processo di crescita e sviluppo non fondato però sull’emulazione impacciata e dannosa di modelli estranei all’Isola ma per la prima volta sul riconoscimento e la piena consapevolezza del valore della specificità del proprio patrimonio materiale e immateriale, geograficamente collocato nella parte Sud Orientale della Sicilia e rappresentativo di un territorio ricchissimo di testimonianze millenarie e stratificazioni culturali uniche.

Il SudEst era e sopratutto poteva e voleva diventare la perfetta sintesi territoriale e declinazione di quel "Pensare Sicilia" che prima, durante e dopo gli anni della sua Presidenza aveva rappresentato una sua chiara e originalissima opzione culturale prima ancora che politica,legata al ri-guardo dei nostri luoghi nel duplice senso del rispetto e del tornare a guardarli con occhi nuovi.

Pensare Sicilia Peppe...oltre gli stereotipi criminali e decadenti insopportabili e spesso frutto di pregiudizio ripartendo dalla sua Bellezza, dal lavoro, dalla sua anima più profonda e dalla sua gente ...dalle sue radici culturali.

Il tuo "Pensare Sicilia" non era solo la riscoperta di una identità antica alla quale avevano a mio avviso contribuito non poco i tuoi studi classici ma soprattutto l'auspicio di una modernizzazione possibile e coerente, oltre le follie industriali devastanti ma legate alla innovazione del sistema siciliano e dei suoi processi produttivi.

Peppe fu un innovatore.

Intuì ad esempio sia da Presidente della Regione che da assessore alla Presidenza in una esperienza di Governo successiva e che condividemmo, l'importanza della protezione civile e delle politiche di prevenzione e, anche in questo caso non si fermò alla intuizione ma, attraverso atti politici e legislativi, le sue idee divennero azione e realizzazione concreta con la vera e propria "creazione" della protezione civile nella nostra Isola anche attraverso il talento che Peppe aveva nel selezionare i migliori dirigenti, totalmente a prescindere da appartenenze e tessere di partito.

Peppe.

Non devo e non voglio andare oltre nel racconto della tua importante vita Politica perché rischierei di trascurare l'Uomo, la tua sensibilità, il tuo coraggio, l'amore che riuscivi a "mettere in circolo".

Mi ha molto colpito una tua immagine nella pagina Social che seguivi con divertita partecipazione e dalla quale apparivi molto distaccato dall'attuale scenario politico ma soprattutto propenso a sottolineare l'importanza e la solidità dei meravigliosi affetti che ti circondavano a iniziare da quelli della tua bellissima e amata famiglia...da Costanza,da Giuliana, da Roberto, da Vittoria, dalla tua Giusy. 

Una immagine bellissima con te mano nella mano ai tuoi cari, di spalle e davanti a un paesaggio meraviglioso...uniti e forti, con lo sguardo rivolto avanti...

"Ciò che veramente ami non ti sarà strappato...ciò che veramente ami è la tua vera Eredità", queste parole di Ezra Pound le ho istintivamente pensate guardando quella foto è pur nel dolore comprensibile del distacco le rivolgo a te Peppe e le rivolgo a Costanza, a Giuliana,a Roberto, a Vittoria, a Giusy e a chi dentro questo splendido luogo di preghiera da te tanto amato ora esprime dolore e sofferenza per te.

"Ciò che veramente ami non ti sarà strappato, ciò che veramente ami è la tua vera eredità".

Un lascito enorme del quale ti siamo grati, avendo avuto la fortuna e il privilegio di averti incontrato lungo il cammino della nostra esistenza.

Ultimamente Con te

...nei nostri incontri romani parlavamo con molta ironia condita da un retrogusto amaro ma comunque con un certo distacco delle vicende politiche attuali.

Ma non facevamo mai prevalere il risentimento o peggio la rabbia per le tante occasioni venute meno e sprecate, per le idee tradite, per i voltafaccia e per le cattiverie subite.

Così come fanno i grandi uomini, avevi fatto della tua crisi e della tua condizione un privilegio e una opportunità per conoscerti meglio e per leggere in modo ancor più chiaro l'essenziale della vita e dei suoi delicati e meravigliosi meccanismi.

Mai con tristezza o disperazione, mai. 

Sempre a testa alta e con il sorriso.

Ed è così che voglio ricordarti: sorridente e a testa alta. 

E farlo con le parole dedicate a un grande Imperatore Romano come te affascinato dall'idea che la politica dovesse perseguire il bene comune, difendere e riconoscere la Bellezza.

Parole indimenticabili con le quali la somma  Marguerite Yourcenar declina l'addio alla vita terrena dell'Imperatore Adriano. 

E con le quali voglio rivolgerti il mio, il nostro addio.

"Animula vagula blandula…

Piccola anima smarrita e soave

compagna e ospite del corpo

ora t’appresti a scendere in luoghi incolori,

ardui e spogli

ove non avrai più gli svaghi consueti.

Un istante ancora

guardiamo insieme le rive familiari

le cose che certamente non vedremo mai più…

cerchiamo d’entrare nella morte a occhi aperti…"

A occhi aperti, a testa alta e con il tuo bel sorriso.

E' cosi che ti ricorderemo tutti. E' cosi che un giorno ti riabbracceremo.

Fabio Granata

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