I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Cookie Policy   -   OK

Notizie della provincia di Ragusa e di Sicilia: Ragusa, Vittoria, Modica, Comiso, Scicli, Pozzallo, Ispica

Ragusanews.com, notizie della provincia di Ragusa e di Sicilia: Ragusa, Vittoria, Modica, Comiso, Scicli, Pozzallo, Ispica

Mercoledì 07 Dicembre 2016 - Aggiornato 07/12/2016 08:29 - Online: 570 - Visite: 41266058

 

29/09/2016 15:39

Notizia letta: 3034 volte

Quando Santiapichi premiò Sciascia. A Chiaramonte Gulfi

Sebastiano Gurrieri racconta l'incontro con il giudice, scomparso il 17 settembre

Quando Santiapichi premiò Sciascia. A Chiaramonte Gulfi Quando Santiapichi premiò Sciascia. A Chiaramonte Gulfi Quando Santiapichi premiò Sciascia. A Chiaramonte Gulfi
 
 

Chiaramonte Gulfi - Si è spento il 17 settembre di quest’anno, all’età di 90 anni. E’ stato un cittadino illustre di Scicli nel mondo: padre costituente in Somalia, giudice del processo Moro e di Alì Agca, storico locale ma, soprattutto, uomo di immensa cultura. La scomparsa di Severino Santiapichi, procuratore ad honorem della Suprema Corte di Cassazione, ha lasciato un vuoto incolmabile nell’animo di chi l’ha conosciuto. Uno di questi, è Sebastiano Gurrieri, ex parlamentare regionale chiaramontano e oggi presidente dell’Opera Pia siciliana. Pochi sanno, infatti, che Severino Santiapichi è stato legatissimo anche alla città di Chiaramonte Gulfi, durante gli anni del suo massimo splendore culturale. Santiapichi, infatti, era cittadino onorario del Comune montano. Sebastiano Gurrieri, oggi, lo ricorda così.

Come vi siete conosciuti? Qual è stato il vostro primo incontro?

“Dunque, l’ho conosciuto quando abbiamo realizzato il primo Ulivo d’argento: erano i primissimi anni ’80. Il contatto con lui l’ho avuto grazie al suo diletto nipote, Gian Saverio Mirabella. Dal momento che bisognava organizzare un premio che si occupasse delle eccellenze vere del nostro territorio, siamo andati alla ricerca di personalità importanti. Quell’anno, abbiamo premiato lo scultore Cappello, Gesualdo Bufalino e Severino Santiapichi, giudice impegnato all’epoca , se non ricordo male,  nel processo Alì Agca, l’attentatore del Papa. Chiesi un appuntamento tramite il nipote e fu quella l’occasione in cui lo conobbi. Poi, la nostra conoscenza si è protratta nel tempo, tanto da aver presentato uno dei suoi primi libri a Chiaramonte”.

Com’è proseguita questa amicizia?

“Nel 1994 si è adoperato personalmente per l’Ulivo d’argento e tramite lui siamo riusciti a far arrivare a Chiaramonte Alda Fendi, che lui conosceva tramite il marito. Stavano a Donnalucata e così, grazie a questa amicizia, quell’anno abbiamo realizzato un Ulivo d’argento speciale, con la sfilata di Alda Fendi”.

Quando gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Chiaramonte?

“Nel 1998. Io gliel’ho conferita perché non solo si era speso personalmente per il premio Ulivo d’argento, ma anche perché faceva parte, al di la della sua formazione professionale, di un contesto culturale provinciale. Erano anni in cui si pensava di portare a Chiaramonte il turismo congressuale e si era creato nella mia città, anche grazie a lui, questo piccolo spazio in provincia. Chiaramonte, dal punto di vista culturale, aveva un suo peso in quegli anni”.

Ha un ricordo che la lega in maniera particolare a Severino Santiapichi?

“Ovviamente, mi è rimasta impressa l’ultima volta che l’ho visto, circa due  mesi fa. Mi mandò a chiamare in clinica, dove era ricoverato. E’ stato un incontro molto particolare, toccante. Voleva parlare con me di alcuni problemi legati alla nostra provincia. La moglie, una donna molto sensibile, ci ha lasciati soli a colloquio. E’ stato un momento molto intenso. Lui mi ha confidato che provava molta delusione nel vedere la Magistratura fare giustizia a orologeria. Come se per forza bisognava trovare un colpevole. Tutto l’opposto di ciò che era stato Santiapichi, visto che usava quella famosa frase: “Mi aiuti a capire”, durante i processi. Poi, mi ha incoraggiato a non mollare sulla vicenda dell’autostrada Ragusa-Catania. E io l’ho rassicurato su questo argomento”.

E’ vero che Santiapichi ha premiato Sciascia durante un Ulivo d’argento?

“Si, nel 1986. Bisogna capire che l’Ulivo d’argento non privilegiava l’effimero: era provinciale e aveva un ruolo intercomunale.  La vicenda di Sciascia andò così: toccava a me premiare Sciascia, non solo in quanto organizzatore ma anche per il prestigio di farlo. Invece, ho voluto che fosse Severino Santiapichi a premiarlo, perché entrambi erano simili. Sicilianisti, persone con la schiena dritta. Lui era felicissimo. Ricordo che dopo quell’occasione mi chiamava spesso per sapere se c’erano appuntamenti a Racalmuto”.

Che tipo di persona era?

“Apparentemente burbero. Invece era di una grandissima umanità e soprattutto sapeva ascoltare. Averlo come amico è stato bellissimo. S’interessava alle realtà secondarie, all’economia di una città, ai suoi problemi”.

C’è qualcosa che vorrebbe aggiungere su Severino Santiapichi?

“Si. Per quanto mi riguarda mi piacerebbe partire da Scicli, una città che si è saputa distinguere dal punto di vista turistico e culturale, per organizzare un momento di riflessione sulla figura di questo grandissimo uomo. Mi spenderò personalmente in tal senso”.

Irene Savasta

Commenta la news

Per poter commentare i post devi essere registrato al sito di Ragusanews.com
Se sei già nostro utente esegui il Login nel form sottostante oppure registrati ora se non sei ancora registrato.
Se non ricordi più le tue credenziali di accesso clicca su recupera password.

La redazione di Ragusanews.com non è responsabile di quanto espresso nei commenti. Il lettore che decide di commentare una notizia si assume la totale responsabilità di quanto scritto. In caso di controversie Ragusanews.com comunicherà all'autorità giudiziaria che ne facesse richiesta, tutti i parametri di rete degli autori dei commenti.

+