Giudiziaria Ragusa 04/10/2016 09:59 Notizia letta: 3139 volte

Bugiarda. Ma la procura ammette: la relazione con Andrea possibile movente

Il pm ha chiesto 30 anni di carcere
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Ragusa - Carmelo Patralia, il procuratore di Ragusa, e il sostituto Marco Rota, hanno definito Veronica Panarello ieri in aula come “Egocentrica, bugiarda e manipolatrice”. Marco Rota, alla fine, ha chiesto trent’anni di carcere. Durante la requisitoria, il colpo di scena: la procura, infatti, ammette che la possibile relazione tra Veronica e Andrea Stival, il suocero, potrebbe anche essere un movente plausibile. Tuttavia, non c’è stata nessuna prova di questa relazione tra i due. Gli investigatori, infatti, non sono riusciti a collocare Andrea Stival all’interno della casa di Veronica durante l’ora dell’omicidio del piccolo Loris.

Per questo motivo, nonostante la donna avesse potuto avere una relazione con il suocero (relazione della quale comunque non c’è un riscontro), Andrea Stival non è collocabile in quella casa. Per questo, la donna è ritenuta unica responsabile e l’accusa sostiene che la ricostruzione fornisce le prove di questo suo coinvolgimento “al di la di ogni ragionevole dubbio”. Inoltre, a sfavore di Veronica hanno giocato anche le continue bugie e i ripensamenti.

Ma per i legali di Veronica, c’è stata una presa di coscienza da parte dei pm. E l’avvocato Villardita spiega che pur non essendo stata dimostrata la presenza di Andrea Stival in casa di Veronica, non è stato dimostrato nemmeno che la donna ha ucciso da sola il bambino.

Ma Veronica è sempre più sola. Il marito Davide Stival, infatti, avrebbe già preso accordi con i legali della moglie per divorziare da quest’ultima. Adesso, si aspetta la sentenza definitiva e la decisione del Gup, Andrea Reale.

Irene Savasta
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