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Lunedì 05 Dicembre 2016 - Aggiornato 05/12/2016 17:24 - Online: 660 - Visite: 41200652

 

12/10/2016 09:44

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Il Comune di Chiaramonte costretto a pagare 40 mila euro

La denuncia di Liberiamo la città

Il Comune di Chiaramonte costretto a pagare 40 mila euro
 
 

Chiaramonte Gulfi - Il Comune di Chiaramonte Gulfi costretto a pagare 40 mila euro per aver perso una causa di lavoro nei confronti di due dipendenti comunali, entrambi responsabili di Area. La denuncia arriva direttamente dal gruppo politico "Liberiamo la città", tramite una nota diffusa anche tramite i social network. La vicenda risale al 2012: il resposabile dell'area amministrativa e il responsabile dell'area risorse umane, con una determina del 18-6-2012, vengono sostituiti con altri dipendenti, non titolati per quel ruolo, non rispettando le regole previste per l’assegnazione degli incarichi di responsabilità.
I due dipendenti, avrebbero dapprima cercato un dialogo con il sindaco ma poi hanno ricorso al Giudice del lavoro per far valere le proprie ragioni e hanno vinto.
 


A seguito dei ricorsi fatti dai due dipendenti al Giudice del Lavoro furono emesse delle ordinanze cautelari che sospendevano gli effetti delle determine sindacali illegittime. Nella nota, si legge che il sindaco: "Non diede seguito al disposto del Giudice, per cui i dipendenti vi si rivolsero nuovamente per far presente che l’ordinanza non era stata eseguita. Il Giudice, stavolta, designò il Segretario comunale quale commissario ad acta per dare attuazione all’ordinanza cautelare emessa precedentemente.
A questo punto, il Segretario Comunale, con la determina n.2 del 27 giugno 2013, nel rispetto della procedura corretta che prevede la comparazione dei titoli posseduti per l’assegnazione degli incarichi di responsabilità, nominò la sig.ra Responsabile dell’Area Risorse Umane. Nello stesso giorno però, guarda caso, l’Area Risorse umane sparì perché la Giunta riorganizzò gli uffici comunali in sei macro Aree, con l’incorporazione delle Risorse umane nell’Area Finanziaria, assegnandola al Ragioniere Capo del Comune. Ancora una volta i due dipendenti, esclusi dall’attribuzione degli incarichi di responsabilità, impugnarono la determina di riorganizzazione dell’assetto organizzativo del Comune per profili di illegittimità, rivelando inoltre che con la nuova riorganizzazione il Ragioniere capo diventando responsabile dell’area Finanziaria (ragioneria e tributi) e delle Risorse umane (personale ) – oramai unificate- si veniva a trovare in una situazione di conflitto d’interessi, perché la stessa persona incaricata di emanare atti di gestione dell’Area veniva poi ad esercitare il controllo di regolarità contabile e di gestione degli stessi atti.
 


La vicenda si è chiusa con due sentenze di condanna per il Comune la prima la n. 100/15 del 12/02/2015 e la seconda la n. 485/15 del 23/07/2015. Anche stavolta il Sindaco non ha dato seguito alla sentenza di condanna, non ha dato mandato per il pagamento di 40.000 € ed invece ha presentato appello, sicché i ricorrenti hanno dovuto chiedere il pignoramento delle somme, con ulteriori spese a carico del Comune per il procedimento di pignoramento. Il pagamento è avvenuto appunto a fine settembre scorso. Ma non è finita qui perché il Giudice del lavoro ha trasmesso l’ordinanza del 17.12.2013, alla Procura della repubblica e alla Corte dei Conti, ravvisando evidentemente profili penali e danno erariale".
 

Irene Savasta

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