Giudiziaria Scicli 13/10/2016 12:10 Notizia letta: 2918 volte

Assoluzione Susino, il Tribunale di Ragusa smonta teorema DDA

Una sentenza tranciante. Sarà appellata?
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Scicli - Bruciante.

E' la sentenza di assoluzione dell'ex sindaco Franco Susino. 

Lo è sicuramente per la pubblica accusa, che si vede smontare, pezzo a pezzo, il teorema accusatorio nei confronti del sindaco Franco Susino, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Il collegio presieduto da Saito ridicolizza l'accusa: non esiste il clan mafioso, ma criminalità comune, e Susino non partecipa esternamente ad alcunchè. 

Ecco la parte più significativa della sentenza: 

"17.4 Susino Francesco : Capo Q
Siccome anticipato (v. §.14) l’imputazione in esame è travolta dall’insussistenza dell’art. 416.bis cp., ma si è indicato il motivo dell’approfondimento.
In primo luogo, si rileva l’incongruenza fra la contestazione - oltremodo articolata e comprensiva di tutti o quasi i settori prediletti dalle associazioni di stampo mafioso - e quella sub A/A.bis), riproduttiva della fattispecie astratta e comunque scarna.
Le perplessità scaturiscono dalla natura accessoria dell’addebito al Susino rispetto a quella principale, laddove il rapporto dovrebbe essere rovesciato.
Se sul piano teorico è arduo qualificare il vizio (è noto, comunque, l’orientamento di legittimità contra reum in tema di nullità dell’imputazione), in concreto non si comprende in qual modo il concorrente cd. esterno possa partecipare ad una serie di condotte illecite degli associati, molte delle quali agli stessi non ascritte, ergo non compiute.
Una seconda grave discrasia concerne il tempus commissi delicti, in particolare per il termine iniziale del maggio 2008, laddove l’operatività dell’associazione decorre dall’8 maggio 2012 giusta la contestazione.
Ovvia l’assurdità di correlare la condotta di favoreggiamento/consolidamento ad un gruppo criminale che sarebbe sorto ben quattro anni dopo !
Nel merito, già le difese dell’imputato nel corso dell’interrogatorio sopratrascritto ostavano all’ esercizio dell’azione penale in quanto obbiettive puntuali e documentate.
Il fulcro è quello ben evidenziato dalla Difesa: il Susino, assunte le funzioni di sindaco, non ap- pena viene informato dai funzionari comunali competenti, muove una serie di rilievi alla ECO Seib srl che provocano serio contenzioso.
Fra questi interessa in particolare quello inerente la posizione di Mormina Franco e di altri tre dipendenti, per i quali l’Ente si rifiuta di riconoscere le prestazioni e quindi di pagarle : sino al li- cenziamento.
Limpide e coerenti le deposizioni dello Spanò e del Tasca.
Le iniziative dell’imputato sono allora troncanti: ammesso per ipotesi un legame, un collegamento, un impegno a favorire Mormina Franco, il risultato concreto è il suo contrario : non solo il Mormina salta, ma addirittura la Ditta al cui interno questi spadroneggia è destinataria di molteplici e pesantissime riserve contrattuali: riserve che inequivocabilmente dimostrano l’incapacità del Mormina a garantire se stesso e la Ditta.
Insomma, una nullità!
La telefonata intercorsa fra il Susino e Mormina Franco - a prescindere dalla sua casualità in quanto l’interlocutore diretto è il Tasca e sul cui tono confidenziale l’Accusa ha reiteratamente e con enfasi insistito - è del tutto irrilevante, posto che l’addebito è il contributo all’affermazione della compagine criminale, e non le attestazioni di stima pur sperticate.
In definitiva, è inaudito che l’imputazione abbia superato il vaglio dell’udienza preliminare, la cui superficialità muove indiscutibilmente dal superiore rilievo sul dies a quo".

Ora bisognerà attendere la prossima mossa della SuperProcura di Catania. 

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Potrebbe infatti appellarsi. 

Redazione
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