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Sabato 03 Dicembre 2016 - Aggiornato 03/12/2016 15:07 - Online: 591 - Visite: 41140100

 

29/10/2016 12:54

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Archeologia e comunicazione

A Licodia Eubea

Archeologia e comunicazione  
 

Licodia Eubea - È stata inaugurata ieri pomeriggio, presso l’ex chiesa di San Benedetto e Santa Chiara, sita in piazza Stefania Noce a Licodia Eubea, la sesta edizione della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica, alla presenza di un pubblico ampio e nutrito.
La manifestazione, curata dalla sezione locale Archeoclub d’Italia e dalla società cinematografica Fine Art Produzioni srl di Augusta, ha il fine di veicolare la conoscenza del patrimonio culturale attraverso arti visive quali cinema e fotografia, e di favorire, al tempo stesso, il dialogo tra gli specialisti del settore e il grande pubblico. Direttori artistici dell’evento, che a cadenza annuale si ripete nel borgo ibleo, l’archeologa Alessandra Cilio e il regista Lorenzo Daniele, coadiuvati dal presidente della sezione licodiana dell’Archeoclub, il dottor Giacomo Caruso.


Novità di quest’anno è stata l’apertura serale del museo civico “Antonino Di Vita”, dove sono state organizzate visite guidate combinate a degustazioni di prodotti locali, che hanno permesso ai partecipanti di apprezzare le peculiarità archeologiche ed enogastronomiche del territorio.
Interessanti e qualitativamente apprezzabili sono stati i documentari proposti nel corso di questa prima giornata: “Cirene Atene d’Africa”, realizzato dal regista Giuseppe Dromedari per Evolution 3D, e “Eis Pegas. Alle sorgenti” di Andrea Giannone. Il primo film racconta la storia della colonia greca di Cirene, fondata in Libia dal mitico Batto, e divenuta presto uno dei centri più fiorenti del Mediterraneo, come testimonia la quantità e la qualità delle sue testimonianze archeologiche, dallo splendido santuario di Apollo a quello di Demetra, dalla lussuosa agorà greca (in età romana foro monumentale) alla famosa Venere, scoperta dalla Missione archeologica italiana a Cirene che da oltre 100 anni scava in questo territorio. Il documentario presenta il sito archeologico e il suo territorio attraverso le parole del prof. Mario Luni dell’Università di Urbino, recentemente scomparso, combinando efficacemente riprese dal vivo, ricostruzioni in 3D e rievocazioni storiche.  Il documentario “Eis Pegas. Alle sorgenti”, invece, è ambientato nel territorio di Ispica.

Ed è proprio Ispica la protagonista indiscussa del film, con il suo paesaggio fatto di roccia e di sorgenti, con la millenaria stratificazione do epoche che hanno lasciato tracce sparse e disordinate, con la sua gente, che porta avanti tradizioni dalle origini remote con spirito nuovo, proiettandosi verso il futuro. Attraverso la tecnica della docu-fiction, il film racconta la storia di questo luogo e dei suoi abitanti. L’avventura della giovane regista inglese, che arriva in Sicilia per girare il suo ultimo filmato, si intreccia alle interviste di importanti archeologi come il prof. Pietro Militello e della dottoressa Anna Maria Sammito, e alle testimonianze di eruditi locali, artisti e viaggiatori che in questa terra hanno trovato il proprio baricentro esistenziale.


La giornata appena trascorsa ha inoltre visto l’inaugurazione della mostra fotografica del regista veneziano Lucio Rosa. Titolo della mostra, visitabile per tutta la durata del festival, è: “Con l’Africa nel cuore”. Si tratta della prima nazionale di una personale straordinaria, che raccoglie scatti inediti di etnie quali i Dassenech, gli Ari, i Mursi, i Karo e gli Afar in Etiopia, i Pokot in Kenia e i Babinga in Congo: popoli illustri, eredi di storie millenarie e di una cultura che li rende unici al mondo. Lucio Rosa, autore da oltre quarant’anni di reportage e documentari sul mondo mediterraneo, ha ricevuto nel 2014 il premio “Antonino D Vita” nell’ambito della quarta edizione della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea. Il premio viene assegnato dal comitato scientifico della manifestazione a chi abbia speso la propria professionale nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico. Il premio, che consiste in una statua dell’artista siciliano Santo Paolo Guccione, verrà attribuito anche quest’anno nel corso della serata conclusiva del festival, il prossimo 30 ottobre.
 

Redazione

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