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Lunedì 05 Dicembre 2016 - Aggiornato 05/12/2016 17:24 - Online: 678 - Visite: 41200693

 

30/10/2016 14:34

Notizia letta: 4573 volte

A Scicli i 40enni hanno avuto paura di vincere

Hanno fatto per viltade il gran rifiuto

A Scicli i 40enni hanno avuto paura di vincere
 
 

Scicli - Sindaco per un giorno? No, nemmeno quello. A Scicli i giovani non ci hanno nemmeno provato a metterci faccia e volontà per candidarsi alla guida della città più commissariata del mondo.

Eppure, la vittoria, per loro, poteva essere squisitamente ovvia.

No che i candidati attuali siano vecchi, ci mancherebbe, ma questi fra i 30 e i 40 anni, anagraficamente, potevano andare con quella marcia in più che chiede tanto l’elettorato.

Guardate Moscato a Vittoria, Muraglie a Ispica, Piccitto a Ragusa. Giovani, tutt’e tre! E tutt’e tre sindaci.

Virginia Raggi a Roma? Giovanissima, anch’ella. Tutti sotto i 45 anni, sindaci ancora trentenni, o poco più.

Le segreterie di partito hanno mai pensato a cosa chiedono gli sciclitani? Folli alla Beppe Grillo o esaltati alla riscossa? La risposta per entrambi i quesiti è monosillabicamente scontata: No!.

Gli elettori chiedono un taglio col passato che non sia solo politico ma generazionale. Gli sciclitani chiedono competenza al candidato sindaco, vogliono professionisti (di mestiere, non di politica) pronti a governare, pretendono brio e movimento. Così come hanno già fatto i vittoriesi, i romani di Roma e pure quelli di spaccaforno, scegliendo un giovane alla guida della propria città.

Cosa leggiamo, invece, sui social, che i trentenni di Scicli non erano pronti al grande passo politico? Perdonatemi l’imperfetto.

Eppure, quei trentenni, quegli stessi quarantenni che non sarebbero stati pronti, per qualcuno, a una candidatura a Sindaco sono gli stessi soggetti cui quotidianamente affidiamo (scusatemi per il presente indicativo) i calcoli per costruire ponti, chiese e palazzi; quei trentenni sono le stesse donne e gli stessi uomini cui riponiamo la nostra intima fiducia per farci difendere in tribunale. Tra quei quarantenni censurati dall’intelligenza politica sciclitana come inesperti, inadatti o non all’altezza del ruolo di governo, ci sono pure medici, professori, uomini e donne di varia scienza.

E questi trentenni, vere e proprie eccellenze nel campo professionale, non erano adatti a fare il Sindaco di Scicli?

Ma ci rendiamo conto delle corbellerie che andiamo dicendo e scrivendo?

Gli aggregati sociali e culturali, risolti poi in liste civiche elettorali, hanno mai considerato che gli sciclitani avrebbero accolto positivamente la candidatura di un trentenne? Di uno che non può essere burattino ma testa pensante?

È mancato il coraggio, giovani. Perché la vittoria era proprio dietro la porta.

Redazione

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