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Sabato 03 Dicembre 2016 - Aggiornato 03/12/2016 15:07 - Online: 601 - Visite: 41140068

 

20/11/2016 16:20

Notizia letta: 2752 volte

La ragazza del segno

Irene Puglisi

La ragazza del segno La ragazza del segno La ragazza del segno  
 

Scicli - Fantasia.
Libertà.
Audacia.
Forza.
Energia.
Questi i sostantivi cui fanno pensare le opere grafiche di Irene Puglisi (si possono ammirare presso la galleria Mavie Spazio Arte di v. Aleardi 21 – Scicli - fino al 21 Novembre nella mostra “Mancha. Tra natura e forma”).
Irene Puglisi è brava e giovane: nata nel 1988 a Modica, dopo essersi diplomata al Liceo Artistico si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Firenze con una tesi ispirata a Debuffet e alle dinamiche dell’arte informale. Quindi ha collaborato con Luzzati, Pericoli, Mattotti, vincendo una borsa di studio presso la Fundaciòn Cièc di Betanzos (la Coruña) per frequentare una master sulla grafica d’arte e le tecniche incisorie (xilografia a lastra persa, litografia su pietra e alluminio, serigrafia, calcografia). Con altre borse di studio ha approfondito la sua passione incisoria, raggiungendo esiti di grande novità e sicurezza.
Elisa Favilli evidenzia che la Puglisi si ispira a Debuffet, “che spinge l’osservatore nel cercare coraggiosamente l’espressione artistica ‘dove nessuno se la aspetta, dove nessuno ci pensa né pronuncia il suo nome’, nella grazia sgrammaticata dei bambini, negli scarabocchi realizzati dagli alienati o nella sintesi espressiva dell’arte primitiva”, in una sorprendente materialità che si confronta originalmente con Burri e Fontana. Irene con l’acquaforte e l’acquatinta “mette in scena la dimensione scultorea dello spazio” (E. Favilli).
Insomma, Irene Puglisi in questa nostra epoca digitale e asettica ci dimostra che una tecnica antica come l’incisione può essere reinventata ed emozionarci ancora.
Ad maiora, Irene!

P. S.
Da più di 35 anni Scicli è una (piccola) capitale dell’arte figurativa.
Ciò non dovrebbe destare stupore in un’Italia policentrica dove si fa più spesso cultura nelle genuine Mantova o Trento che nelle omologate metropoli, ma suscita in ogni caso meraviglia in un Sud ed in una Sicilia che di solito si limitano a consumare prodotti (siano essi smartphone, panettoni o libri) creati altrove.
Diverse sono le cause che hanno fatto diventare la nostra città un punto di riferimento dell’arte: il fatto che vi risiedono Guccione e Sarnari, artisti affermati e generosi che hanno incoraggiato tanti altri talenti; l’attività del “Brancati” e del “GdS” (oltre che di “Dibattito”), sempre attenti a promuovere la creatività, incoraggiando pure le nuove generazioni (vedi Site Specific); gli scritti di Paolo Nifosì (e di chi si è mosso sulla sua scia).
Ma fra le cause va annoverata anche la presenza di diverse gallerie d’arte che in questi decenni – con un’attività costante e d’alta qualità - ci ha fatto apprezzare i migliori artisti contemporanei, da Picasso Carrà Sutherland Segal Dalì Guttuso a Greco Ferroni Vespignani Parmigiani Francese Vignozzi Nucci, etc… per non dire dei pittori del “Gruppo di Scicli”. In breve, Scicli è l’unica cittadina (che io sappia) in cui al posto di un supermercato è stato aperto uno spazio espositivo: la Quam.
E nel 2015accanto all’hotel Novecento è nata una nuova elegante galleria: Mavie Spazio Arte, che contribuisce alla crescita della nostra comunità con mostre sempre innovative e ben curate: la personale di Irene Puglisi è solo la più recente. Ed è una delle più intriganti.

Giuseppe Pitrolo

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