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Mercoledì 07 Dicembre 2016 - Aggiornato 07/12/2016 19:06 - Online: 618 - Visite: 41292715

 

20/11/2016 17:34

Notizia letta: 3774 volte

In difesa della memoria di Pamela

Riceviamo e pubblichiamo

In difesa della memoria di Pamela
 
 

Ragusa - Sono una delle italiane residenti al Morro de Sao Paolo, paradiso turistico nello stato di Bahia, in questi giorni alla ribalta sui notiziari italani per via del assassinio di Pamela Canzonieri. La ragione di questa mail è mossa da un misto di indignazione, vergogna, e senso di impotenza, non soltanto per l'ennesimo crimine commesso nei confronti di una donna ma per il solito sciacallaggio mediatico che la maggior parte dei giornalisti si è affrettato a compiere, così da banalizzare la triste morte di una donna, che era: una gran lavoratrice con un carattere di ferro, capace di adattarsi ad ogni ambiente e di vivere con un piede in Brasile ed uno in Italia, cosa che la maggioranza delle persone non sarebbe capace neanche di sognare, sempre allegra e sorridente, cordiale, simpatica, piena di voglia di vivere; diffamando la sua memoria scrivendo e sostenendo di possibili voci di una "overdose” “è stata trovata della droga” ?!?!? In casa di Pamela non è stata rinvenuta nessuna sostanza stupefacente, che viscidi, ogni qual volta c'è un omicidio ci incollano subito la parola DROGA e via al solito modo di indicare gli emigrati italiani drogati che vengono in Brasile per drogarsi ed andare a puttane.... Invece no, non è proprio cosi! La verità è che la piccola comunità di italiani al Morro de Sao Paulo (circa 200/250 in tutto) è piena di gran lavoratori, che hanno avuto il coraggio di smuovere una vita che, nel bene o nel male era diventata stretta, e sono sbarcati qui in una lontana isola paradisiaca, con spiagge bianche e mare cristallino, perché qui hanno la possibilità di COSTRUIRE IL LORO SOGNO, sogno che l' Italia ha negato a tutti, giovani e anziani, donne e bambini, anche alla maggioranza dei lettori di giornali. Ma ognuno di noi, per poter costruire qualcosa ha lavorato duramente, qualcuno più, qualcuno di meno, ma TUTTI gli italiani residenti qui vogliono costruire un futuro. Tutti hanno dovuto allontanarsi dagli affetti, hanno dovuto fare delle scelte, non sempre facili, come Pamela Canzonieri che era una delle migliori garçonete/cameriere dell'isola, nei 5 anni passati qui, ha lavorato per i migliori ristoranti, nei bar piu frequentati, tutti i ristoratori conoscevano l'infaticabile Pamela, sempre presente, capace di lavorare persino con un braccio rotto, o con la febbre, se il suo supporto fosse stato necessario. Pamela Canzonieri si faceva in 4 per i datori di lavoro perchè con loro stringeva un rapporto non soltanto di rispetto ma di amicizia. Perchè era una donna solare, dinamica, con tanta voglia di fare, e di crescere, ricca di amici di ogni etnia. Pamela era rientrata al Morro per completare uno dei suoi sogni e cucinare i suoi famosi arancini di riso per i turisti dell'isola, Pamela questo sogno non lo potrà portare a termine perchè pochi giorni fa uno/a assassino/a aggressivo/a l'ha uccisa brutalmente nella sua dimora. Le ha spaccato il cranio lasciandola agonizzante,, ed ancora viva su un materasso di spugna tra mezza notte e l'una, a cavallo tra il 17 ed il 18 novembre. Il crimine è avvenuto in una via poco piu larga di due metri e lunga 20 metri, dove le case sono ammassate l'una sopra l'altra, senza alcun senso logico e senza un vero muro di separazione (come lo intendiamo noi italiani) dove i rumori echeggiano da parte a parte come un eco rimbombante. Le grida di soccorso sono state udite da tutti i vicini, ma nessuno di loro ha fatto nulla, ed anzi si sono chiaramente accorti quando l'assassino/a è uscito da casa di Pamela richiudendo la porta, e ne riferiscono con certezza l'orario. La verità è che Pamela è stata uccisa più volte qui al Morro de Sao Paulo: dalle mani del colpevole la prima volta, e dal indifferenza di tutti i vicini che hanno ascoltato e non hanno fatto nulla, la seconda. I giornalisti non hanno il diritto di ucciderla per la terza volta diffamandola con accuse infamati come gli abusi di droga, le possibili cause di overdose???

L'overdose l hanno i giornalisti nel cervello, quelli che come squali si avventano su una notizia, ma non avendo contatti con il luogo del misfatto INVENTANO perchè cmq desiderano essere in prima linea, scopiazzano la notizia dell'Ansa.it e incollano le 4 parole classiche: Brasile-Droga-Overdose-morte. Della vita di Pamela, quelle dei familiari, degli amici piu cari e meno cari e per giunta dei nemici che, di fatto, la conoscevano, ii loro e dei loro sentimenti a nessuno interessa. Non si bada al dolore di un padre che perde una figlia dall'altro capo del mondo e gli si infila il coltello a serramanico nel cuore rigirandolo3, 4 volte usando i soliti giochini di parole. Non interessa cosa hanno provato gli amici del Morro che sono passati a prenderla per andare a farsi una spaghettata in veranda ed hanno trovato la loro amica li priva di vita. Dubito che molti di voi abbiano vissuto una situazione similare. La bomba che scoppia nella mente quando la vittima, non è la foto di una sconosciuta che passa sullo schermo ma è una tua amica, ed è lì mentre tenti di rianimarla, pur sapendo che non sarà possibile. Quella sottile linea che separa la vita e morte ti si presenta così, senza preavviso e non puoi cedere al dolore, perché non sei nel tuo paese o città di origine, dove ti affacci e sai di trovare qualcuno amico, sei un italiano all'estero. Un po' più solo, un po' meno protetto ed in una cultura abbastanza differente. E dopo esserti scontrato con la morte di una persona a te cara, devi anche leggere ed ascoltare le menzogne più infime e meschine che provengono non soltanto dai quotidiani locali, ma addirittura dai notiziari nazionali, quei notiziari gestiti da persone che dovrebbero avere 1000 anni di cultura in più rispetto ai paesi del 3° mondo, ed invece dimostrano di avere la stessa bassezza culturale e la totale mancanza di rispetto.

Io chiedo questo rispetto per Pamela Canzonieri. Rispetto per le mille sfaccettature e intensità di dolore che in questo momento tutti noi stiamo provando, rispetto per la vita, rispetto per i familiari e gli amici lontani oltre ai vicini, rispetto per l'ennesima donna morta che meritava di vivere. Io chiedo alla società italiana la dimostrazione della nostra tanto decantata “cultura superiore” al posto del fango e della menzogna tipica dell'ignoranza.

Lettera firmata

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