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Venerdì 09 Dicembre 2016 - Aggiornato 09/12/2016 00:07 - Online: 472 - Visite: 41346456

 

22/11/2016 09:39

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Fatture false per quasi 7 milioni di euro, sequestrati beni di 1 milione

Nei territori di Vittoria e Acate

Fatture false per quasi 7 milioni di euro, sequestrati beni di 1 milione
 
 

Vittoria - 13 persone denunciate per reati fiscali riconducibili a 9 società e sequestrato beni immobili per un valore complessivo di oltre 1 milione e 100 mila euro. E' questo il risultato di un'operazione condotta dalle Fiamme Gialle nei territori di Vittoria e Acate. Da un’attenta analisi delle avanzate banche dati in uso al Corpo, la GdF ha rilevato delle anomalie in alcune partite iva ricadenti nei territori di Acate e Vittoria, caratterizzate da rapporti commerciali anche con Stati esteri. I settori economici interessati sono la produzione di imballaggi, il trasporto di merci su gomma e il commercio all’ingrosso di ortofrutta, tutte attività cardine dell’indotto del mercato ortofrutticolo di Vittoria.
 

I finanzieri sono riusciti a scoprire dei veri e propri “sistemi” di emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (f.o.i.), quantificate in circa 6 milioni di euro, che sono stati ben orchestrati da 7 soggetti che si potrebbero definire “professionisti del crimine fiscale”, le veri menti di questa truffa.

Leitmotiv di queste frodi è stato l’utilizzo strumentale delle cosiddette “teste di legno”, cioè soggetti prestanome nullatenenti, sfruttati al solo fine di “scaricare” le responsabilità civili e penali scaturenti dal mancato rispetto degli obblighi fiscali su persone fisiche e giuridiche non aggredibili patrimonialmente. Tali società vengono definite “cartiere”, in quanto, assolutamente prive di mezzi e di strutture sia logistiche che operative, non si occupano della movimentazione materiale delle merci, ma solo dell’acquisto e della vendita “di carta”, cioè di fatture false. Dei sei prestanomi individuati, posti quali amministratori formali di altrettante società cartiera, è apparso singolare lo sfruttamento di un’intera famiglia vittoriese, costituita da padre e due figli, i quali si sono apprestati, evidentemente per rilevanti difficoltà economiche, a divenire intestatari fittizi di diverse società.

Tra i sistemi utilizzati al fine di “gonfiare” i costi aziendali e pagare meno imposte all’Erario, le Fiamme Gialle di Vittoria hanno individuato due peculiari modalità evasive:

- Una sovrafatturazione fittizia eseguita ad opera di una società di capitali evasore totale, intestata ad un prestanome, assolutamente non in grado di comprendere gli obblighi derivanti dalla gestione di un’impresa commerciale. In particolare, le predette fatture, inerenti la costruzione di un macchinario industriale, ammontavano a circa 900 mila euro, a fronte di una spesa realmente sostenuta di appena 125 mila euro;
 

- una frode definita  “carosello”:
(1)    la società fittizia, appositamente creata e intestata ad un soggetto inconsapevole (addirittura detenuto in carcere all’epoca dei fatti), ha acquistato imballaggi in legno senza IVA dalla Bulgaria (che ha venduto in regime di non imponibilità, in quanto trattasi di cessioni comunitarie);

(2)    successivamente, la società cartiera ha rivenduto la merce sottocosto (scorporando l’IVA) all’effettivo destinatario italiano, omettendo tutti i versamenti fiscali. Il “reale acquirente” ha potuto così usufruire della detrazione dell’IVA pagata sull’acquisto dei prodotti e, nel contempo, ha avuto a disposizione beni con un costo ridotto, in quanto ha tramutato parte dello stesso in credito verso l’Erario.


 

Irene Savasta

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