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Sabato 03 Dicembre 2016 - Aggiornato 03/12/2016 15:07 - Online: 589 - Visite: 41140102

 

22/11/2016 12:43

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Tentarono una rapina in banca a Pedalino, arrestati

La rapina fu tentata il 6 settembre

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Vittoria - Avevan tentato di rapinare la filiale della Banca Agricola di Pedalino, ma sono stati arrestati dalla polizia. Si tratta di Salvatore Barrera, comisano, 35 anni, Mario Benenati, vittoriese, 35 anni e Angelo Ventura, 32 anni, vittoriese. L'accusa è di tentata rapina aggravata. Il colpo era stato tentato il 6 settembre del 2016 alle 15.30: due uomini, armati di taglierino erano entrati con il volto travisato all'interno della filiale. Dai primi accertamenti emergeva che i due erano poi fuggiti a bordo di un’auto condotta da un terzo soggetto. I due rapinatori, una volta all’interno dell’Istituto bancario, in rapida successione ed impugnando uno un taglierino e l’altro una lama, avevano minacciato gli impiegati senza però riuscire nell’intento di prelevare il denaro contenuto nelle casse a seguito della presenza di un temporizzatore, che permetteva l’apertura solo previa operazione bancaria.


L’auto veniva ripresa dalle telecamere cittadine ed alcune testimonianze erano utili per l’indicazione del modello e del colore.
Proprio la mattina della rapina, un Ufficiale di Polizia della Squadra Mobile aveva notato, mentre si recava a lavoro, un gruppo di pregiudicati vittoriesi a Ragusa presso l’officina di un pluripregiudicato. Dopo un’attenta osservazione i pregiudicati avendo riconosciuto il poliziotto si allontanavano. Il poliziotto, aveva comunque notato la macchina parcheggiata, identica per colore e modello a quella utilizzata per commettere il delitto.


Da immediati accertamenti presso l’officina, si apprendeva che il proprietario della macchina, un dipendente dell’officina, fosse assente perché gli avevano rubato l’auto e stava presentando denuncia presso un ufficio di Polizia.
La strana coincidenza faceva convergere gli investigatori sul gruppo di criminali che quella mattina era stato visto proprio presso l’officina del denunciante. Davanti all’evidenza dei fatti, il proprietario dell’auto ammetteva di averla prestata ai tre soggetti oggi arrestati, ma di non sapere nulla rispetto ai fatti reato commessi e che proprio loro, gli avevano suggerito di fare denuncia di furto del veicolo per dimostrare la sua estraneità. Dopo ore di interrogatorio, reso edotto del reato di favoreggiamento personale, qualora non avesse collaborato con la Polizia di Stato, il giovane riferiva a chi avesse prestato l’auto. Mentre Ventura e Barrera, immediatamente ricercati dagli uomini della Squadra Mobile e del Commissariato di Comiso, ammettevano le proprie responsabilità, rilasciando una piena confessione, Benenati asseriva di non aver commesso nulla e di non essere mai stato presente insieme agli altri complici.

Prima di perpetrare la tentata rapina, Benenati, che si dichiarava estrano ai fatti, veniva immortalato dalle immagini di video sorveglianza mentre comprava un paio di occhiali da sole da donna ed una parrucca, tutti poi rinvenuti e sequestrati in quanto utilizzati per compiere il reato. Il GIP, considerata la confessione dei due, applicava la misura degli arresti domiciliari, mentre per Benenati la custodia in carcere. La Polizia di Stato, nell’eseguire la misura cautelare, catturava subito Barrera e notificava a Ventura il provvedimento presso il carcere (ove era detenuto per altra causa), difatti appena terminerà la pena, dovrà andare ai domiciliari in regime di custodia cautelare. Dopo diverse perquisizioni a tutte le ore del giorno e della notte a casa dei familiari a Vittoria, il ricercato si costituiva e veniva associato presso il carcere di Ragusa.

 

Irene Savasta

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