Attualità 02/12/2016 08:30 Notizia letta: 103 volte

200mila a Giacarta per arresto governatore cristiano

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Giacarta, 2 dic. Una folla imponente di musulmani, 200mila persone, secondo la polizia ha manifestato a Giacarta per chiedere l'arresto del governatore della capitale indonesiana accusato di blasfemia. Imponenti le misure di sicurezza per evitare le violenze di una protesta analoga ai primi di novembre, conclusa con un Morto e centinaia di feriti. Primo governatore musulmano da mezzo secolo, cristiano e di etnia cinese, Basuki Tjahaja Purnama, popolarmente conosciuto come Ahok, e' stato accusato da estremisti islamici di aver insultato l'Islam in in discorso in cui ha citato un verso del Corano. E' indagato ma non e' stato fermato e ora i gruppi islamisti piu' conservatori ne chiedono l'arresto. La vicenda e' da tenere d'occhio perche' e' una sorta di 'stress test' per la la giovane democrazia indonesiana. L'Indonesia e' il piu' popoloso Paese musulmano al mondo: l'88 per cento dei suoi 250 milioni di abitanti si professano musulmani, anche se moderati; il resto della popolazione e' cristiana, buddista o induista. La Costituzione tutela la liberta' di culto (sei le religioni riconosciute dalla Costituzione: oltre all'islam, il cattolicesimo, il protestantesimo, l'induismo, il buddhismo e il confucianesimo) e Giacarta e' stata per anni un interessante esperimento di coabitazione democratica. Ma di recente questo esperimento di pluralismo e' stato eroso da una serie di episodi di intolleranza e attacchi alle minoranze. A settembre in un comizio il governatore ha contestato che fosse giusta l'interpretazione di alcuni 'ulema' (teologi islamici) di un versetto del Corano, che vieterebbe di votare per un non musulmano. Il video e' diventato virale, lui si e' difeso sostenendo che fosse stato manipolato, e anche se ha insistito di non aver voluto insultare ne' l'Islam ne' il Corano e si e' scusato, il 4 novembre circa 100mila persone hanno marciato fino al Palazzo presidenziale per chiedere che fosse processato e si dimettesse. La marcia e' terminata con scontri tra polizia e manifestanti. Ahok, che e' succeduto al presidente Joko Widodo come governatore di Giacarta nel 2014, e' in corsa per la rielezione, a febbraio prossimo: popolarissimo, era in testa ai sondaggi prima che scoppiasse la polemica e godeva soprattutto dell'appoggio di Widodo e del suo Partito Democratico dell'Indonesia per la Lotta. Ma adesso ha perso parte della sua popolarita' ed e' in seconda posizione nelle intenzioni di voto. .

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