Attualità Chiaramonte Gulfi 05/12/2016 11:47 Notizia letta: 1280 volte

Chiaramonte, 136mila euro di parcelle da pagare agli avvocati

I soldi sarebbero vincolati al bilancio, ma non spendibili
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Chiaramonte Gulfi - Avvocati che hanno perorato alcune cause per il Comune di Chiaramonte Gulfi e che mai sono stati pagati. Il problema è stato sollevato dai consiglieri comunali Cristina Terlato e Giancarlo Gurrieri, appartenenti al gruppo politico "Liberiamo la città" durante l'ultimo consiglio comunale, dopo essere venuti a conoscenza dell’esistenza del mancato pagamento di alcune parcelle legali, chiedendo chiarimenti agli uffici competenti, al sindaco, all’Assessore al Bilancio e al Collegio dei Revisori Contabili.

Anche il presidente del consiglio, Paolo Battaglia, ha chiesto chiarimenti e dall'area amministrativa, infatti, è arrivata una risposta: ci sarebbero parcelle legali non saldate per un ammontare di € 136.338,48, le cui richieste di pagamento risalgono agli anni 2013-2014-2015.

L’Assessore al Bilancio Vargetto, spiegano i consiglieri, nonostante sia stato interpellato, non avrebbe dato alcuna spiegazione a tal proposito, mentre il Sindaco afferma che le suddette somme sono previste nel bilancio. Durante l'ultimo Consiglio Comunale, tenutosi lo scorso 30 novembre, il Ragioniere Capo del comune e il Collegio dei Revisori Contabili, però, nella loro qualità di tecnici, hanno affermato come, invece, l’Amministrazione abbia previsto l’accantonamento delle somme, utilizzando un capitolo del bilancio in cui le somme sono bloccate e inutilizzabili secondo l’art. 222 del D.Lgs. N. 267/2000. In parole povere, quelle somme da dare agli avvocati sarebbero state previste in bilancio, ma non sarebbero spendibili perchè inserite in un capitolo di bilancio che non può essere toccato.

I consiglieri, infine, suppongono che tali mancati pagamenti verranno saldati con il sopraggiungere dei vari decreti ingiuntivi, che di certo i creditori impugneranno come unica soluzione per recuperare somme dovutegli per lavori già svolti. Tutto ciò comporterà l’aumento del debito di circa il 30%.
 

Irene Savasta
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