Cronaca Beberibe 05/12/2016 16:07 Notizia letta: 183 volte

Dopo Pamela, un altro italiano ucciso in Brasile

Si tratta di Alberto Antonio Pierluigi Baroli
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Beberibe - Un altro omicidio di italiani in Brasile, il secondo nel giro di neanche un mese, anche se a centinaia di chilometri di distanza l'uno dall' altro. Dopo l' assassinio di Pamela Canzonieri, 39 anni di Ragusa, uccisa il 17 novembre scorso a Morro di San Paolo, nello Stato di Bahia da un vicino, questa volta è toccato a un supermanager milanese, rimasto vittima di una rapina cruenta in casa.

Alberto Antonio Pierluigi Baroli, 51 anni, è stato ucciso a coltellate nella sua villa a Beberibe, mentre cercava di difendere la moglie, Simona Rita Fiameni, architetto, riuscita nel frattempo a nascondersi in bagno. L' omicido è avvenuto sabato notte in questa località balneare a 83 chilometri da Fortaleza, nello Stato del Cearà. Un omicidio di cui, nonostante la polizia brasiliana abbia avvisato il consolato italiano, non è stata data notizia ufficiale ai media italiani.

Il manager, nato ad Oristano e laureato in Bocconi, ultimamente era il capo dell'innovazione e sviluppo della Amplifon, ma fino al 2010, dopo tre anni passati in McKinsey, era stato vicepresidente del gruppo Air Liquide Healtcare, con sede a Parigi. Oltre ai suoi incarichi manageriali però, Baroli, negli ultimi anni, aveva dato vita a un' attività imprenditoriale edilizia in Brasile, insieme allo zio della moglie, architetto, che aiutava nei progetti di costruzione della loro società.

Per questo Baroli, trascorreva la sua vita in parte a Milano, in zona Città Studi, dove vive uno dei suoi figli e la moglie, in parte a Parigi, dove vive il figlio maggiore, e in parte a Beberibe, dove è stato ucciso l'altra sera. Secondo la ricostruzione della polizia brasiliana era circa l'una e 30 di notte quando due rapinatori sono entrati nella villa dei coniugi a Praia das Fontes e sono saliti al piano superiore facendo irruzione nella camera matrimoniale dove i due stavano dormendo.

Qui li avrebbero svegliati con la minaccia dei coltelli. Il manager, un uomo dal carattere deciso, ha cercato di reagire per difendere soprattutto la moglie, che è riuscita a fuggire chiudendosi nel bagno. Lui è rimasto davanti ai due banditi che non hanno esitato ad ucciderlo.
Prima di fuggire i due hanno portato via 5000 euro, il cellulare e il computer di Baroli. La moglie, terrorizzata, quando ha capito che i due uomini erano usciti, ha chiamato aiuto con il suo telefono svegliando un vicino di casa che a sua volta ha avvisato la polizia civile.

La polizia civile ha arrestato Damiana Paiva da Silva, 27 anni, la donna sospettata della morte di Baroli. Seconda la polizia avrebbe commesso la rapina insieme a due nipoti di 16 anni (un ragazzo e una ragazza) e a due uomini. Socorro Portela, capo della Divisione omicidi, ha rivelato che il materiale rubato è stato sequestrato nella casa dei due adolescenti, a Fortaleza, dove gli agenti hanno trovato anche i beni rubati da un appartamento vicino a quello dei due italiani.
 

Redazione
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