Attualità Comiso 07/12/2016 19:06 Notizia letta: 1427 volte

Il cranio del 700 torna a Comiso

Un'operazione fatta trecento anni fa
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Comiso - Era stato trovato tra le mummie di Comiso, il cranio trapanato di un uomo del 1700. Caso rarissimo di testimonianza di un intervento neurologico nell’antichità, il prezioso reperto è rimasto dimenticato nei magazzini del museo di anatomia patologica dell’Università di Pisa per 29 anni. Ora, per volontà di Regione e Soprintendenza di Ragusa, il cranio è tornato in Sicilia. Il reperto tornerà nella chiesa di Santa Maria della Grazia di Comiso dalla quale proviene, luogo che, prima delle leggi di soppressione del 1866, apparteneva ai frati Cappuccini.

Nel 1987, le mummie conservate nella cappella mortuaria della chiesa furono sottoposte a dissezione da parte di un team dell’Università di Pisa e fu proprio in quella occasione che il cranio, databile al XVIII secolo, venne prelevato per essere radiografato e studiato e mai restituito fino ad oggi. L’operazione del rimpatrio sarà un primo passo per far ritornare in Sicilia anche altri resti mai riconsegnati fino ad oggi. Come spiega Dario Piombino-Mascali, ispettore onorario per il patrimonio mummificato della Regione Siciliana, la pratica della trapanazione era conosciuta persino nella preistoria e si ritiene che possa aver avuto degli scopi magico-rituali, ma già al tempo esistevano dei veri approcci chirurgici, come sembra suggerire un altro esemplare siciliano, quello di Partanna risalente all’età del Bronzo.

“Il cranio di Comiso – dice lo studioso –rappresenta una importante testimonianza di pratica chirurgica, applicata al soggetto in questione per curare delle complicanze post-traumatiche di una lesione, la cui origine è da ricercarsi in una aggressione o una caduta accidentale. Furono quelle stesse complicazioni a indurre un medico o un barbiere locale (categoria che da secoli si occupava di chirurgia pratica) a effettuare la trapanazione, di natura piuttosto grossolana”.

Redazione