Attualità Ragusa 11/12/2016 13:28 Notizia letta: 71 volte

Non solo l'abito del Gattopardo: a Ibla, una mostra che fa sognare

Fino al 9 gennaio
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Ragusa - Fa sognare la mostra-evento ospitata nel Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla. “Matrimonio in Sicilia tra Ottocento e Novecento” è il titolo dell’iniziativa culturale voluta dalla Soprintendenza di Ragusa, sposata con entusiasmo dall’assessorato regionale ai Beni culturali, che mette in mostra uno spaccato della società siciliana tra l’Unità d’Italia e il boom degli anni Sessanta.
 

Tra i tesori in esposizione nella straordinaria cornice curata dall’associazione Donnafugata 2000, ci sono abiti da sposa storici con pizzi e merletti preziosi che incantano il visitatore. Ed è proprio tra questi spicca il capolavoro sartoriale appartenente alla famiglia Amari di Palermo che ispirò Luchino Visconti per la celebre scena del valzer. L’abito in mostra a Ragusa Ibla per la prima volta è stato concesso dal Comune di Ragusa e dalla Soprintendenza iblea ai fini di una esposizione fuori dal Castello di Donnafugata dove è custodito. Si tratta di un prezioso vestito da passeggio che poi venne rielaborato da Piero Tosi, Oscar per i migliori costumi per “Il gattopardo” indossato da Claudia Cardinale, nell’indimenticabile interpretazione di Angelica. Un tesoro di sartoria che racconta la storia della Sicilia più sfarzosa al centro dell’esposizione dove splende di meraviglia nel suo avorio.

 
“Una mostra che ha già ottenuto un grande successo di pubblico e critica in occasione della sua inaugurazione – dice il soprintendente di Ragusa, Calogero Rizzuto – e che conferma l’entusiasmo culturale della provincia iblea che apprezza eventi di levatura. La mostra sarà corredata da un convegno e da un cineforum grazie al solerte lavoro dell’associazione Donnafugata che, in tempi brevi, ha reso possibile questa manifestazione unica che narra la storia delle famiglie siciliane nel corso di un secolo, mostrandone il volto più felice legato ai matrimoni ma non solo”. 


La mostra, con linguaggio contemporaneo che si riflette nella trasformazione degli spazi, nella definizione del percorso, fino alla progettazione dei singoli supporti e delle luci, a cura degli architetti Giuseppe Iacono e Nunzio Andrea Zago, segue un percorso ben preciso attraverso il quale ogni stanza si illumina di contenuti chiari ed esplicativi che fanno da filo conduttore della stessa.


La prima stanza "storica" è corredata da pannelli che raccontano i momenti salienti dell'excursus storico dell'istituto matrimoniale. E dunque la tradizione delle dote, i censimenti legati all'età degli sposi con accenno sulle spose bambine, una realtà denunciata fino agli anni Sessanta a Ispica. E ancora, il risvolto socio economico del matrimonio nella società e tutti quelli aspetti che hanno illuminato e talvolta oscurato questo importante evento. 

Proseguendo lungo il percorso, si trova la stanza dedicata alla musica, alla letteratura e ad alcuni documenti in originale che più da vicino mostrano le tradizioni matrimoniali. La sezione musicale, divisa a sua volta fra serenate e i cosiddetti canti di sdiegnu, non soltanto riporta i testi in originale ma da anche la possibilità all'utente di ascoltare con apposito mp3 il testo in questione.
La sezione letteratura invece focalizza il tema del matrimonio nel mondo letterario: quattro i romanzi scelti e raccontati intorno ai quali è allestito un vero e proprio angolo del lettore.

La sezione successiva entra più nel vivo mostrando, con allestimenti reali, la parte relativa al corredo dei matrimoni alti borghesi. Si parla, sempre supportati da documenti in originale, di questa incantevole pratica dove lo sfarzo e il benessere delle famiglie veniva ostentato anche attraverso il corredo. Seguendo una linea temporale sfilano davanti agli spettatori 5 meravigliosi abiti da sposa, ognuno testimonianza di un'epoca diversa.

L'ultima stanza è divisa in due sezioni differenti: una dedicata al patrimonio contadino, un'altra alle "storiacce"ovvero tutte quelle vicende in cui il matrimonio assume connotati meno idilliaci sfociando in delitti, morbose passioni, annullamenti e furibonde liti. A conclusione della mostra ci sarà a disposizione lo spazio teatrale in se dove è allestita una mostra nella mostra con tutte le locandine originali dei 4 film che sono stati scelti per offrire all'utente una sorta di cineforum.
Il teatro Donnafugata sempre aperto durante i giorni della mostra per la proiezione di video originali e testimonianze di un tempo che fu.



IL PROGRAMMA al Teatro Donnafugata, via Pietro Novelli a Ragusa Ibla

La mostra
L’esposizione proseguirà fino al 9 gennaio 2017
mar-ven: 17-20 (scuole anche di mattina su prenotazione)
sab: 10-12; 17-22;
dom: 10-13; 17-20;
(chiusura nelle giornate di 24 e 25 Dicembre; 31 Dicembre)
 

Redazione
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