Cronaca Ragusa 15/12/2016 10:55 Notizia letta: 13 volte

Ridotta in schiavitù dal compagno, colombiana costretta all'accattonaggio

Una giovane mamma
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Ragusa - Avevano ridotto in schiavitù una giovane madre colombiana e la costringevano a chiedere l'elemosina davanti ai supermercati. La polizia ha arrestato due rumeni, L. C., 21 anni e D.M., 36 anni, accusati del reato di riduzione in schiavitù e furto aggravato di energia elettrica.

La Squadra Mobile di Ragusa è stata informata da un centro antiviolenza ibleo che il numero verde nazionale dedicato alle donne vittime di reato aveva ricevuto una richiesta d’aiuto da New York  dai familiari di una giovane mamma colombiana. I parenti erano disperati perché la donna versava in grave pericolo perchè ridotta in schiavitù dal compagno, nonché padre del bambino e da un altro rumeno.


Le indagini dopo poche ore portavano a credere che la donna si trovasse nel comune di Lentini.

Una casa, gravemente lesionata dal terremoto del 1990 e quindi dichiarata inagibile, era stata abusivamente occupata da più persone.


La vittima era disperata e quando si è resa conto della presenza della Polizia di Stato è scoppiata in un pianto liberatorio.
Accompagnata presso gli uffici del Commissariato  di Lentini, la donna ha riferito agli investigatori ogni dettaglio inerente in fatti reato subiti.
Ha denunciato di essere stata un “oggetto” per l’uomo che aveva conosciuto all’estero e che aveva seguito in Italia solo perché lui la ricattava di toglierle il bambino avendole sequestrato i passaporti.
Il compagno L.C., la mandava a chiedere l’elemosina insieme al figlio in tenerissima età e con qualsiasi condizione climatica. La donna poi, era costretta a dare tutto il ricavato di ogni giornata di accattonaggio senza poter tenere per se alcuna somma di denaro.

Il suo aguzzino ha tentato inoltre di avviarla alla prostituzione ma la donna cercava sempre scuse perché in compagnia del piccolo fino a quando si è confidata con la madre e la sorella che stanno a New York.


La donna ha più volte sottolineato di essere diventata una “cosa” di “proprietà” del padre di suo figlio e del suo amico. Veniva quotidianamente vessata e ridotta in uno stato psicologico tale da non permetterle alcuna via d’uscita. Era costretta a vivere in una casa fatiscente ad a lei era riservata la parte più sporca e fredda. Dopo che la vittima è stata accudita e messa in una condizione di sicurezza, ha potuto chiamare i parenti in America per rincuorarli e ringraziarli di averla salvata facendo quella telefonata al centro antiviolenza.

 L.C. e D.M. sono stati arrestati per il reato di riduzione in schiavitù.
All’interno dell’abitazione è stato inoltre riscontrato che i due avevano allacciato abusivamente la corrente elettrica, pertanto, con l’ausilio di personale ENEL, è stato  constatato il furto di energia aggravato.
Ieri, il Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Siracusa competente per territorio, ha chiesto la convalida dell’arresto dei due rumeni per i reati a loro ascritti ed il GIP ha convalidato l’arresto ed applicato ad entrambi la misura cautelare per il reato di furto di energia elettrica e solo per L.C. ha applicato la misura anche per la riduzione in schiavitù stante il ruolo marginale avuto da D.M.

La donna ed il piccolo sono stati affidate ad una comunità in località segreta e sono già in corso le pratiche per regolarizzare la posizione sul territorio nazionale da parte della Questura competente.

 

Irene Savasta