Attualità Scicli 17/12/2016 14:55 Notizia letta: 126 volte

Carmelina, la musa che stregò Guttuso

Un amore dipinto a penna su un pacco di sigarette
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Scicli - Non deve avere resistito all'istinto Renato Guttuso, nell'estate del 1948, quando vide quella ventunenne sciclitana indossare al piede una calza, con fare forse volontario e pur tuttavia sensuale. Fumava, Renato, e non avendo carta a portata di mano, impugnò una penna e sul pacco di sigarette disegnò quella donna e quel gesto. Carmelina Trovato, la pasionaria di Scicli, la giovane comunista che non aveva padroni e inibizioni, aveva fatto breccia nell'immaginario del pittore bagherese.
Il gioco di seduzione, di sguardi, di cose non dette, fra l'allora 37enne intellettuale comunista, e questa donna che già faceva parlare di se', per le lotte bracciantili e in difesa dei diritti dell'altra metà del cielo, si consumò forse in una fugace infatuazione e in una freccia finale che dall'arco di Carmelina partì all'indirizzo di Renato: “Voglio quel pacco di sigarette!”.
Il no fu netto, perché Guttuso di quell'oggetto-feticcio aveva necessità, per dare un senso definitivo alla pulsione erotica provata quel giorno: il piede nudo, la calza che lo nega alla vista, lo sguardo penetrante e senza veli di Carmela. Guttuso dipinse, nel suo studio romano, a china, il suo sogno erotico. Per una ragione inspiegabile, nel firmarlo, scrisse “1938”, anziché “1948”, un errore di cui Fabio Carapezza Guttuso, figlio adottivo di Renato, farà ammenda in una lettera custodita in cassaforte, al Comune di Scicli.
Il quadro venne valutato al tempo per un valore, dichiarato, e ancora una volta sottoscritto da Carapezza, di 12 mila lire nel 1948, una stima che, con una di quelle diavolerie che oggi internet offre, viene aggiornata in 7 mila 600 euro.
Un regalo che da Roma arrivò a Scicli e che l'allora sindaco comunista, preside dello Scientifico, portò a scuola. Una decina d'anni fa il quadro dal Liceo fu trasferito al Comune, e qui è finito sotto chiave.
La storia di questo disegno riparte improvvisamente due settimane fa, quando la terza A del Turistico di Scicli, nell'ambito di una esperienza extracurriculare scuola-lavoro, in collaborazione col Comune, decide di scandagliare la storia di questo quadro. Le ragazze e i ragazzi sedicenni iniziano a cercare Carmelina. E' ancora viva? In molti, a Scicli, credono sia morta, tale è l'oblio in cui questa donna è piombata da un trentennio. Attivano una rete di contatti, ognuno chiedendo ai propri nonni: “Carmelina è viva. Sta male, ma è viva”. Così lunedì 11 dicembre una ventina di giovani, armati di videocamera, hanno chiesto e ottenuto di essere ricevuti nella casa popolare dove Carmelina ha trascorso gli ultimi anni, allettata, e qui, a gruppi di due, hanno voluto salutarla, intervistandola. Lucida, dolorante, ma felice, la donna 89enne si è aperta, raccontando tutto, con una precisazione: “Quando ci siamo rivisti, qualche anno dopo, con Guttuso, comunque c'era sua moglie”. Carmelina avrebbe voluto l'oggetto feticcio come ricordo personale, paradossalmente tenendo più al pacchetto che non al quadro, l'opera finale, che aveva la colpa di non essere stata testimone, ma solo risultato, di quello sguardo d'amore.

Gli studenti hanno filmato il racconto, e hanno fissato per stasera, dalle 18 alle 21, nel settecentesco palazzo Spadaro, “Guttuso per una notte”, una mostra-spot della china.
I giovani hanno anche promesso a Carmelina di portare, stamani, nella sua casa di periferia, l'opera, perché lei potesse rivederla dopo una sessantina d'anni.
Il destino ha deciso che il cammino di Carmelina dovesse terminare ieri mattino, il giorno prima che lei potesse rivedere il quadro. Stamani la salma di Carmelina sarà in chiesa.
Il quadro del sogno erotico di Renato sarà in mostra, in suo onore.
Un briciolo di storia del Novecento di Scicli è stato salvato, grazie ad alcuni giovani che per un soffio sono riusciti a recuperare il racconto di una nonna adottiva, nostalgico e appassionato.

 La Sicilia

 Nella foto in basso, Carmelina Trovato e Maria Antonietta Macciocchi, storica dirigente del Pci

Giuseppe Savà
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