Attualità Ragusa 20/12/2016 12:42 Notizia letta: 1331 volte

In morte di Emanuele

La scomparsa dell'intellettuale ibleo
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Ragusa - I poeti, quelli veri, dovrebbero morire nelle giornate di sole, immersi nella luce e nella bellezza del creato. Invece, Emanuele Schembari se ne andato in un freddo giorno di inverno, accompagnato da una pioggia battente e da un vento insidioso, lasciandoci solo il dolore della perdita e il silenzio eloquente della sua poesia. Qualche giorno prima, durante la sua permanenza in ospedale mi aveva detto: “ tutto sommato non me ne importa di morire”. Nei suoi occhi c’era la luce opaca dell’imminente abbandono ma anche la speranza di un futuro ancora possibile. Ora ci lascia il suo coraggio, la sua coerenza umana, il suo esempio civile contro il potere e la prevaricazione. Ci lascia la sua poesia scritta all’insegna della sua immagine, una poesia che nasce dall’uomo stesso, da una ispirazione civile, da una esperienza letteraria di primo piano e da una coerenza sociale senza eguali. Aveva da poco compiuto 80 anni, gli ultimi dei quali li aveva spesi al Centro Servizi Culturale di Ragusa impegnato nel sostegno alle associazioni culturali della città.
Emanuele Schembari era un moderno artefice della parola, un uomo colto senza derive omologate, impegnato nel giornalismo e nella letteratura. Le sue opere letterarie, ma anche quelle della vita, sono un edificio di coerenza e di civiltà. Nelle sue lunghe stagioni di impegno letterario ha ottenuto importanti riconoscimenti, ha diretto giornali e riviste, collane di poesie e antologie, di lui si sono occupati i maggiori critici letterari sottolineandone sempre il valore e la statura morale. Ma lui, più di tutto, amava la poesia, il flusso e il riflusso degli elementi da dove nasceva la sua parola umana, sostanza dell’essere, una parola che indagava l’uomo, le sue debolezze e le sue solitudini, un fluido di versi protesi a scandire i vertici della parola in un illimitato orizzonte umano. Il suo discorso poetico, sospeso tra prosa e poesia, delimitava il destino della parola che nelle sue audaci prove poetiche rifiutava ogni lirismo, approdando sempre al significato della vita. La città di Ragusa con la scomparsa di Emanuele Schembari perde uno dei suoi figli migliori, una voce fra le più significative degli iblei.

Salvatore Fava