Cronaca Chiaramonte Gulfi 21/12/2016 10:08 Notizia letta: 1874 volte

Arancinotto: scoperti 3 mila prodotti falsificati made in China

Indagine avviata nel 2015
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Chiaramonte Gulfi - Sono stati sequestrati dalle Fiamme Gialle 3 mila prodotti falsificati e scoperto, tra le altre, 5 imprese acclarate come importatrici dalla Cina.

L’attività d’indagine, svolta sin dall’estate 2015 dai finanzieri della Compagnia di Vittoria su delega dell’Autorità Giudiziaria, è partita dalla denuncia da parte del rappresentante legale di una società con sede a Chiaramonte Gulfi titolare del marchio protetto da privativa industriale denominato “Arancinotto”:  uno stampo in materiale plastico per realizzare facilmente le tipiche arancine siciliane in casa. L’ampio boom commerciale di questo prodotto interamente “made in Italy”, tuttavia, è stato notevolmente danneggiato da una vera e propria “invasione” di copie, presenti soprattutto nei siti di e-commerce e nei mercati rionali e fiere, così come lamentato in sede di denuncia.

Il marchio “Arancinotto”, infatti, risulta essere stato brevettato da una società ragusana con certificato di registrazione rilasciato nel 2014 dal Ministero dello Sviluppo Economico – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e valido all’interno dell’Unione Europea.

Attraverso riscontri effettuati presso centri commerciali, negozi all’ingrosso ed al dettaglio di prodotti casalinghi, mercati rionali settimanali, fiere, sagre, ovvero tramite il monitoraggio dei principali siti di e-commerce e social network (quali “eBay”, “subito.it” e “facebook”), è stata individuata una sempre più progressiva e vasta distribuzione e vendita, sia in ambito siciliano che nazionale, di diverse versioni e tipologie del prodotto contraffatto, sempre più in grado di trarre in inganno l’acquirente medio. Dalla numerosa documentazione fiscale esaminata dalle Fiamme Gialle, è stato possibile riscontrare la fabbricazione illegale del prodotto in Cina, presumibilmente su input di connazionali presenti sul territorio italiano.

Complessivamente, oltre al sequestro di circa 3 mila prodotti contraffatti, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria competente 127 individui per l’importazione-vendita degli articoli falsificati e segnalate circa un centinaio di imprese coinvolte, di cui almeno 5 acclarate come importatrici dalla Cina della citata merce, grazie alla documentazione fiscale riscontrata.

 

Irene Savasta