Cultura Cina e cristianesimo 29/12/2016 11:54 Notizia letta: 289 volte

Sono io il gesuita euclideo, vestito come un bonzo nella dinastia dei Ming

Matteo Ricci, un cattolico in Cina
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“Essere cinese con i cinesi”. Marco Polo lo aveva preceduto. Ma il motto di Matteo Ricci, maceratese, gesuita, matematico, cartografo, evangelizzatore in Cina, diceva molto della sua capacità di comprensione di quella cultura lontana.
Ricci portò il messaggio cristiano nel paese proibito nel 1582, e a Canton costruì una prima chiesa cattolica e poi una seconda, a Shao-Chou, stavolta in stile cinese.
Fine traduttore, introdusse nella cultura cinese i primi elementi di geometria euclidea, facendo conoscere l'orologio europeo. Ne costruì un esemplare a ruote, insegnando ai cinesi il moderno computo del tempo.

Nel 1600 Ricci tentò la strada per Pechino rivolgendosi direttamente all'imperatore Wan Li. L'imperatore rispose con un editto che ordinava al gesuita di recarsi a Pechino e di presentarsi con dei doni. Ricci si imbarcò e risalì per oltre 600 chilometri il Canale Imperiale, ma appena arrivato fu fatto prigioniero da Ma Tang, uno dei più potenti eunuchi di corte; dopo sei mesi, nel gennaio 1601, aiutato da mandarini amici, venne ospitato nel Palazzo degli Stranieri.

Il 27 gennaio 1601 l’Imperatore lo ricevette di persona, meravigliato dei regali e in particolare della carta del globo disegnata dal Ricci. Per la prima volta l’Imperatore della Cina, grazie al gesuita, scoprì l’esistenza di nuovi Paesi, Europa compresa. Come premio permise a Ricci di risiedere a Pechino, di entrare periodicamente nel palazzo imperiale per assicurare la manutenzione degli orologi, assegnandogli una rendita fissa.
Nel 1602 Ricci inaugurò la prima missione cattolica a Pechino ed ebbe licenza di celebrare la messa in pubblico. Matteo Ricci fu il primo straniero europeo, non diplomatico, ad essere sepolto in Cina. Nella sua vita (ha vissuto appena 58 anni) aveva convertito, direttamente o indirettamente, tremila persone.

Parla di lui Franco Battiato nel criptico -eppur famosissimo- verso: Gesuiti euclidei, vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori, della dinastia dei Ming. In realtà, Ricci indossò solo in una prima fase della propria missione l'abito di bonzo, per poi vestire quello di mandarino. Da monaco buddista di poca considerazione nella Cina dell'epoca, passò al saio di Mandarino, maestro e letterato, alto funzionario statale a cui era permesso vivere nella Città Proibita. Anch'egli alla ricerca di un luogo mistico in cui tutte le religioni possano convergere. Un centro di gravità permanente.

Giuseppe Savà