Attualità Ispica 04/01/2017 15:49 Notizia letta: 650 volte

Si è insediata la rettoria di Santa Maria Maggiore

I nuovi organismi direttivi
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Ispica - Presso la Sagrestia della Basilica S. Maria Maggiore di Ispica, alla presenza dell'Assistente Diocesano delle Confraternite della Diocesi di Noto Sac. Don Luigi Vizzini e dell’Assistente Ecclesiastico Don Davide Baglieri, sono state confermate le elezioni della Rettoria dell'Arciconfraternita S. Maria Maggiore di Ispica per il triennio 2017-2019. Il neo Rettore Presidente Avv. Giuseppe Vaccaro, ricevuta la nomina del Vescovo S. E. Mons. A. Staglianò per mano dell'Assistente Diocesano, ha illustrato ai Confrati presenti alla storica Assemblea straordinaria del 26 dicembre la nuova composizione della Rettoria: Rettore Presidente Avv. Giuseppe Vaccaro; Rettore Vice Presidente Antonino Raucea; Rettore Tesoriere Avv. Tommaso Lauretta; Rettore Economo Giuseppe Baglieri; Rettore Giuseppe Iozzia; Rettore Michele Cavarra; Rettore Angelo Terribile; Rettore Lorenzo Di Giorgio; Rettore Marco Galfo; Segretario Salvatore Rustico.

A seguire, la lettura del discorso di insediamento da parte del neo Presidente, nel quale sono stati ripercorsi gli sforzi difficili e straordinari raggiunti nei decenni precedenti dalla plurisecolare Arciconfraternita, nonché un pensiero rivolto ai Confrati deceduti ed a quelli ammalati, oltre alle persone care della Parrocchia che con il loro carisma hanno apportato un notevole contributo all'intera Comunità parrocchiale.

Il Presidente ha voluto, altresì, rimarcare l'imperituro affetto del Popolo ispicese per il SS. Cristo Flagellato Alla Colonna perché insito nella storia dell’intera Città: “l’immane folla di questo piccolo paese della Sicilia che ogni anno per il Giovedì Santo, fin dalle prime luci dell’Alba, si accalca in pellegrinaggio verso la cancellata della Cappella del SS. Cristo testimonia, proprio in un periodo difficile come questo, per la Chiesa e per l’uomo soprattutto, attaccamento e fede: la Pietà Popolare ancora una volta tende la sua mano di salvezza alla Chiesa per tutti noi. E l'Arciconfraternita rappresenta l’esempio più antico di manifestazione della pietà popolare”. Ricordo le splendide parole di Papa Francesco alle Confraternite durante il Cammino Nazionale a Roma del 5 maggio 2013: «La pietà popolare di cui siete espressione è una modalità legittima di vivere la fede, un modo di sentirsi parte della Chiesa. E così facendo aiutate a trasmetterla alla gente, e specialmente alle persone semplici, a coloro che nel Vangelo Gesù chiama i piccoli. Quando voi andate ai santuari, quando portate la famiglia, i vostri figli, voi state facendo proprio un’azione di evangelizzazione. Bisogna andare avanti così! Le vostre iniziative siano dei ponti, delle vie per portare a Cristo, per camminare con Lui» – Ci troviamo in un momento difficile, il rischio è quello di perdere questo legame col passato, non possiamo permetterlo, dobbiamo lottare fino in fondo per mantenere vivo quanto i nostri avi ci hanno lasciato, un impegno costante fino al momento solenne dell’apertura delle porte all’alba del Giovedì Santo, quando la festa la riconsegneremo al popolo ispicese dopo averla custodita per l’intero anno. Si tratta di un passaggio importante: il popolo di Spaccaforno prima e di Ispica poi ci ha affidato questo mandato solenne: la custodia della Sacra Immagine ed il rispetto delle tradizioni, a voler rimarcare che la festa dobbiamo difenderla oltre tutto, rispettando i vari aspetti, andando oltre se stessi, perché c’è un solo Giovedì Santo che va avanti da secoli, fin dai tempi remoti di S. Maria della Cava".

Redazione
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