Giudiziaria Ragusa 08/01/2017 14:55 Notizia letta: 614 volte

Ragusa latte, il concordato al 30 per cento

Il silenzio della Coldiretti
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Ragusa - Giovedì le parti saranno in Tribunale per sottoscrivere o meno il concordato liquidatorio che prevede il pagamento del 30% dell’importo originario vantato dagli allevatori che negli anni hanno conferito latte alla cooperativa Ragusa Latte, di fatto inesistente, o meglio partner col 49% di una nuova società che ha nella cooperativa subentrante Progetto Natura il 51% delle quote societarie. Aspettando il concordato in Tribunale, la protesta degli allevatori-Forconi si placa ma non si ferma. Mariano Ferro, leader dei Forconi, pone una domanda insidiosa: Perché la Coldiretti, che pure ha tanti associati allevatori, non ha speso una parola sulla vicenda? 

La vicenda domani finisce all’esame della Commissione regionale antimafia. Ferro, insieme ad alcuni allevatori, incontrerà a Catania, il presidente della Commissione, Nello Musumeci. “Abbiamo chiesto anche - spiegano i dirigenti dell’associazione dei Forconi e gli allevatori - un incontro al Questore ed al Prefetto di Ragusa, abbiamo intenzione di essere ascoltati dalla Commissione nazionale antimafia e altrettanto vogliamo fare con l'Anticorruzione di Cantone. Coloro che hanno subito i danni economici vogliono chiarezza, vogliono capire perché le indagini siano andate così a rilento. Si vedono strappata di mano in malo modo la loro "Ragusa Latte" che era e rimane un gioiellino economico che fa gola a tanti”.

Lo stabilimento nel frattempo, come in un giochino delle tre carte, continua regolarmente a lavorare con un nuovo marchio, lasciando alla Ragusa Latte passività per un ammontare complessivo di quindici milioni. "Riteniamo ingiusto e paradossale dal nostro punto di vista che si proceda giorno 12 gennaio alla votazione sul concordato con una indagine in corso che si spera debba chiarire al più presto se esistono o meno responsabili che abbiano provocato il default della Cooperativa e che secondo la logica della giustizia dovrebbero essere gli unici a pagare. Nessuno pensi di cestinare la vicenda con un contentino che le 158 aziende zootecniche non vedranno mai realizzarsi e che oltre a vantare il credito hanno partecipato alla nascita ed alla crescita della Cooperativa. Gli allevatori di sicuro non si fermeranno fino a quando non avranno contezza e chiarezza su quanto è accaduto", conclude Mariano Ferro.

Redazione
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