Attualità Musica 12/01/2017 10:44 Notizia letta: 164 volte

Carlo Muratori canta il terremoto del 1693

“DIES IRAE, la Cantata di li rujni”
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Ragusa - “DIES IRAE, la Cantata di li rujni” è il nuovo cd/book che il cantautore siciliano Carlo Muratori ha in preparazione e che uscirà ai primi di febbraio di quest’anno per Le Fate Editore. Un lavoro di ricerca storica e di inedita musica popolare in cui il musicista presenta la sua personalissima re-interpretazione di due lunghe storie antiche (circa mezz’ora ciascuna): il Terremoto del 1693 e l’Eruzione dell’Etna del 1689, con in chiusura il rifacimento dell’ottocentesca Coroncina per le anime del Purgatorio appartenente al rito dell’Ottavario dei defunti in lingua siciliana.

Lo stile sarà quello delle Cantate barocche, in cui si susseguono recitativi, arie cantate, storie e musica. “Le immagini che in questi giorni vengono sparate fuori dalle tv o dai computer raccontano le ferite dei luoghi, il dolore e la paura dei terremotati. Immagini di distruzione, ammassi di rovine indistinte a fare da sfondo alle facce sconvolte di quelle popolazioni. Dov’è la speranza di un futuro? Dov’è il senso di queste tragedie? - si interroga Muratori - È in questi momenti che la nostra mente brancola nel buio, alla ricerca di un minimo perché, di un brandello di logica e di consolazione. Ho pensato anche agli eventi catastrofici che hanno sconquassato la mia Isola; dai terremoti ai maremoti, alle eruzioni dell’Etna. Quello violentissimo delle nove del mattino della domenica 11 gennaio 1693. Una strage in tutta la Sicilia orientale. Sessantamila morti, paesi rasi al suolo, elenco infinito di morte e devastazione, territorio profondamente modificato nella sua morfologia. Il terremoto più forte mai registrato sul territorio italiano e il ventitreesimo più disastroso della storia dell’umanità”.

Un momento di riflessione, di meditazione sulla precarietà umana e sulle catastrofi naturali.
“Mi ha impressionato il linguaggio usato dai nostri cantastorie per raccontare quei momenti di inferno. È una lingua siciliana apocalittica, le parole sono roboanti, colpi di tamburo e di scure che si abbattono sulle anime degli ascoltatori. Riprendendo il pensiero di quell’epoca, anche il narratore rappresenta la catastrofe come punizione divina, vendetta di un Dio impietoso che si abbatte sui peccati dell’umanità ritenuta oramai irredimibile”.

Una sorta di collera divina e non la normale modificazione della crosta terrestre. “Oggi – conclude Muratori - siamo lontani anni luce da quella mentalità, anche se queste disgrazie colpiscono profondamente la nostra umanità, ci interrogano e ci lasciano sbigottiti. È come se un terremoto attivi per simpatia altre scosse, dell’anima, della coscienza“.
Al cd è accluso “Catastrofi e storie di popolo”, una ricerca dello storico acreide Luigi Lombardo, da cui sono tratti i testi delle storie che ha musicato Muratori, insieme alla narrazione poetica di altri cunta storie degli ultimi tre secoli, tutti incentrati sul tema dei cataclismi naturali.
Il progetto editoriale sarà impreziosito dalle opere pittoriche gentilmente concesse dall’artista americana Hollis Hammonds, e alla sua pubblicazione seguirà l’allestimento di uno spettacolo teatrale che girerà diversi teatri siciliani e nazionali.

Redazione
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