Economia Ragusa 13/01/2017 12:04 Notizia letta: 356 volte

Compravendite immobiliari, più 26 per cento a Ragusa

Rispetto al 2013
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Ragusa - La ripresa del mattone. L'annus horribilis, dopo lo scoppio della bolla speculativa del primo decennio del 2000, è stato il 2013. Nel 2016, la ripresa più netta. Un 26 per cento in positivo nel mercato delle compravendite immobiliari. Secondo l’ufficio studi Nomisma il 2016 dovrebbe chiudersi toccando le 517mila passaggi di proprietà, in risalita del 28% rispetto al massimo ribasso del 2013, anno in cui si realizzarono solo 403mila transazioni (la metà rispetto al 2008). 

La geografia della ripresa delle compravendite di abitazioni emerge dalle statistiche provinciali dell’agenzia delle Entrate sulle transazioni dell’ultimo anno, rielaborate dal Sole24Ore del Lunedì rispetto al 2013. In parallelo, quasi ovunque sono aumentati i mutui erogati (nuove stipule per l’acquisto di abitazioni, escluse le surroghe, in base ai dati Crif Res su dati aggregati delle Entrate sulle Conservatorie italiane) mentre i prezzi di vendita dell’usato continuano a calare (dati Nomisma per le 13 grandi città e Immobiliare.it per le altre province).

Dietro al risveglio c’è naturalmente anche l’allentamento della stretta creditizia. Un elemento che accomuna, seppure con diversa intensità, tutta Italia. Non solo a livello nazionale il numero dei nuovi mutui concessi per l’acquisto di abitazioni è raddoppiato negli ultimi tre anni, ma quel che conta è che in tutte le province - comprese quelle dove ancora il mercato delle compravendite è in sofferenza, i mutui (escluse le surroghe) compaiono con un deciso segno «più».

Una spintarella al mattone arriva anche dal fisco. L’abolizione di Imu e Tasi sulla prima casa non di lusso, ad esempio, può avere inciso poco nelle scelte di acquisto (guidate più da parametri di necessità che di convenienza), ma sicuramente ha dato sollievo a numerose famiglie. Molte delle quali hanno potuto giovarsi - per l’acquisto dell’usato - anche del super sconto sui lavori di ristrutturazione, confermato per il 2017 e ampliato (nella portata e nella durata) per gli interventi antisismici.
Non è un caso, infine, che l’inversione di rotta delle compravendite, dopo il picco negativo del 2013, risalga al primo trimestre 2014: a gennaio di quell’anno entrava in vigore il nuovo regime per la tassazione sulle prime case (imposta di registro dal 3 al 2%, ipotecaria e catastale da 168 a 50 euro). La legge di Stabilità per il 2016, inoltre, ha ampliato l’agevolazione “prima casa”, consentendo al contribuente che ne ha già beneficiato di non dover più dismettere prima l’immobile agevolato, dandogli un anno di tempo per farlo a partire dalla data del nuovo acquisto.

Redazione