Giudiziaria Ragusa

Coni, il sistema Sasà

Le intercettazioni

Ragusa - La Scuola dello Sport di via Magna Grecia a Ragusa? Secondo la Procura dfi Ragusa, Sasà Cintolo la gestiva "con metodo personalistico basato sulle amicizie". A eventi e allenamenti entrava solo chi era “autorizzato” da Cintolo. Spesso senza pagare (soltanto un “obolo”, talvolta, per due fidati collaboratori), quasi sempre senza rendicontare alcunché. Ed è proprio sulla gestione dell’impianto (di proprietà dell’ex Provincia, affidato al Coni) che si concentra la «vivace operatività» dell’arrestato, attraverso «contatti che lasciano profilare il pericolo di (...) “pilotaggio” della gara per l’assegnazione della struttura».

Capitolo intercettazioni. Cintolo trama (citati dirigenti sportivi, ma anche politici, docenti universitari e dirigenti provinciali) per rimettere le mani sul “gioiellino”, la scuola dello sport. "Te lo garantisco, con una gestione oculata si può. Non come quella dello zio Tom...", dice. Mai più «le federazioni che ora pagano zero», ora «Giovanni del bar» che «se vuole lavorare ancora qualcosa la deve pagare, non come adesso...».

Ma l’inchiesta continua e coinvolge altre cinque persone, intercettate al telefono con Cintolo (che chiedeva di «essere chiamato al numero del barbiere») usano un codice criptico. Come quella ricorrente esigenza (anche in assolate giornate d’autunno) di «prendere l’ombrello», o di «aprirlo», quando qualcuno chiede a Cintolo se «c’è acqua forte» e lui gli risponde che «ancora le nuvole devono arrivare».

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