Attualità Vuoti a perdere 17/01/2017 15:01 Notizia letta: 827 volte

La singolare classifica sul sindaco Piccitto

600 intervistati è un numero insignificante
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Ragusa - Induce a qualche sospetto la bassa percentuale di gradimento del sindaco di Ragusa Federico Piccitto. In una fase politica in cui il M5S, negli  ultimi sondaggi, viaggia intorno al 27%, una percentuale così bassa di gradimento è perlomeno singolare.

Lascia perplessi anche il sistema di rilevamento, non tanto per  il software utilizzato            ( moderno e affidabile, anche se non perfetto) quanto per la percentuale degli intervistati: 600 elettori in ogni comune capoluogo, disaggregati per sesso, età e area di residenza che sono stati invitati a rispondere alla seguente domanda: “Le chiedo un giudizio complessivo sull'operato del Sindaco della sua città nell'arco del 2016. Se domani ci fossero le elezioni comunali, lei voterebbe a favore o contro l'attuale Sindaco?” Quindi una domanda, che indica, non solo il gradimento verso il sindaco ma anche l’intenzione di voto dell’intervistato.

Ora se 600 intervistati a Ragusa con 73,313 abitanti rappresentano appena lo 0,8% dei residenti, a Milano con 1.345.851 abitanti e Roma con 4.340,474, il numero di 600  intervistati  appare del tutto insignificante, ridicolo per certi aspetti. Infatti, se volessimo una percentuale  dello 0,8% anche a Roma come a Ragusa, nella capitale gli intervistati dovrebbero essere  circa 35 mila, non 600. Non si capisce la validità del test con percentuali  cosi abnormemente differenti.

Il dato assume una valenza ancora più pregnante se consideriamo che  il campione degli intervistati sono elettori che manifestano una intenzione di voto. Ma come è possibile che il M5S, in termini di potenziali elettori  viaggia  intorno al 27% e  il sindaco di Ragusa ottenga solo lo 0,8% del gradimento degli elettori? A che servono questi dati inutili e dannosi, se non a scompaginare una realtà che può essere ben diversa, con la logica conseguenza di alimentare il  disamore e il disinteresse da parte dei cittadini verso una classe politica sempre più disorientata.

A me, che non  mi occupo di politica, ma ne osservo gli andamenti massivi e antropologici, questi “rilevamenti” mi danno l’idea di un sopruso avvilente, di una gratuita è manifesta volontà di mischiare le carte, di giocare sporco, insomma. Forse, come cittadini, ci conforta, in qualche modo, che il nostro paese abbia la strada spianata dai sondaggi e che si possa discutere di politica, perfino impegnandosi, senza tuttavia interrogarci se quello di cui parliamo e vero o falso.

Salvatore Fava