Attualità Vittoria 28/01/2017 15:51 Notizia letta: 1140 volte

U vitturisi la mette nel posto giusto

Un manifesto che divide la città
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Vittoria - L’esprit de finesse è tutto racchiuso all’interno di questo 6x3: raffinato, delicato, oseremmo diremmo quasi stilnovistico. Nel suo genere, bisogna ammetterlo, un capolavoro. E’ comparso da qualche giorno questo manifesto pubblicitario voluto dall’amministrazione comunale di Vittoria per incentivare e ricordare ai propri concittadini la raccolta differenziata che, fra qualche giorno, diventerà obbligatoria.

“U vitturisi la mette nel posto giusto”. E’ questo lo slogan. Inutile dirlo: subito il pensiero corre a luoghi nascosti, reconditi, proibiti…
Tanta curiosità, ironia, commenti che si sprecano. Chi è stato subito a favore della campagna “shock”, definendolo geniale, chi contro perché ritenuta volgare.

E si dibatterà anche su questo manifesto pubblicitario nel prossimo consiglio comunale, visto che i consiglieri del PD e Nuove Idee, Fabio Nicosia, Salvatore Di Falco, Bianca Mascolino e Sara Siggia, hanno presentato una mozione per chiederne il ritiro. Si legge nel testo: “E’ chiaro che l’Amministrazione Comunale, come evidenziato da dichiarazioni pubbliche, abbia scelto una campagna provocatoria con riferimenti impliciti al sesso, ma giustificarsi dicendo 'basta che se ne parli' è un concetto sbagliato. Infatti, riteniamo che un’Amministrazione abbia il dovere, per non dire l’obbligo, di trasmettere alla cittadinanza inviti e regole senza stereotipi sessisti di basso profilo o allusioni volgari e siamo certi che i cittadini di Vittoria e Scoglitti inizieranno a fare la raccolta differenziata e ne capiranno il metodo non perché attratti da slogan cafoni, ma se guidati attraverso spiegazioni semplici e trasmesse nei modi più consoni”.

Posizioni legittime, per carità. E’ giusto chiedersi fino a che punto possa spingersi la pubblicità per raccogliere dei consensi. Non si può però ignorare questo cartello. E permettete, anche di fare i complimenti all’ideatore di questo slogan e di questa campagna. Perché sono diversi giorni che il manifesto è apparso ed è riuscito ad entrare anche nell’aula consiliare. Quanti possono dire la stessa cosa? Basta che se ne parli, forse, è un concetto pericoloso e per certi versi sbagliato. Ma i complimenti per l’estro e il genio, in questo caso, sono d’obbligo.

Irene Savasta
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