Attualità Modica 31/01/2017 10:37 Notizia letta: 543 volte

Perchè il depuratore di Modica non funziona?

Se lo chiede il consigliere Ivana Castello
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Modica - Perché il depuratore di Modica non funziona? Se lo chiede anche il consigliere Ivana Castello in un’interrogazione. Da qualche mese circolano lamentele in merito alla pratica di sversare liquami pre-trattati dal depuratore direttamente nell'alveo del torrente Modica-Scicli. Secondo il consigliere, i problemi si sarebbero acuiti perché l'amministrazione non ha mosso un dito per risolvere questioni che si protraggono da troppo tempo.

 La «Struttura Territoriale» dell'Arpa, in più di un'occasione, ha segnalato disfunzioni nei due depuratori di contrada Fiumara e di Cava cucco. I verbali riguardano controlli di routine che la Struttura Territoriale dell'Arpa ha l'obbligo di svolgere per tenere sotto controllo una delle maggiori fonti d'inquinamento di quella che fu, sino alla fine degli anni cinquanta, una delle contrade più floride e igienicamente sane, di Modica: la Fiumara.

I risultati dei primi quattro sopralluoghi, svolti il 5 e il 6 aprile, il 12 e il 13 maggio, del 2016, sono stati comunicati con lettera. Vi si dice che «sono emerse difformità gestionali rispetto a quanto previsto dal dettato normativo» e se ne spiegano i termini. Il consigliere, aggiunge: “Il gestore del depuratore, ovvero la SpM, ha permesso che fossero scaricati, nel depuratore, fanghi provenienti dalle fosse settiche (i normali «pozzi neri») e rifiuti di pulizia delle fogne. Il gestore dell'impianto idrico integrato, ossia il sindaco, può, così almeno dispone la legge, accettare nell'impianto, «con caratteristiche e capacità depurative adeguate», entrambe le categorie di rifiuti, a condizione che ne dia comunicazione all'autorità competente, che è l'Assessorato regionale del Territorio e dell'Ambiente.

I bottini sono stati ricevuti e lavorati, ma la comunicazione è stata omessa”. Poi, aggiunge: “Ha omesso la comunicazione (obbligatoria), adottando in sua vece una determina sindacale, con la celata speranza di farla franca. Se scoperto, d'altronde, il rischio sarebbe stato minimo perché, come sempre in questi casi, a pagare è il popolo”. Un fatto simile è stato oggetto dei verbali nn. 183 e 184 del 12 settembre 2016, relativi al depuratore di Cava cucco. Sono stati ricevuti e smaltiti bottini e rifiuti della pulizia delle fogne sottraendosi al prescritto controllo e senza la preventiva autorizzazione all'emissione di fumi nell'atmosfera.

Un verbale per diversa violazione è il n. 59 del 6 aprile 2016. Stavolta l'Arpa ha prelevato dei campioni dalle acque del depuratore di Cava cucco in Frigintini, le ha analizzate e ha constatato tre anomalie: la presenza di azoto ammoniacale, tensioattivi (grossolanamente i saponi) ed escherichia coli (un batterio che produce nausea, vomito, diarrea, feci sanguinulente e, non sempre, febbre), in quantità superiori ai parametri massimi consentiti dalla legge.

La sanzione si aggira fra 3.000 e 30.000  euro. Il 13 di settembre è avvenuto un sopralluogo al depuratore di contrada Fiumara e, ancora una volta, è stato riscontrato lo scarico di bottini e di rifiuti del lavaggio di fogne senza la prescritta comunicazione. E' stata, altresì, riscontrata la presenza di escherichia coli in quantità superiore al massimo previsto per legge. Ancora una sanzione compresa fra 3.000 e 30.000 euro. Assieme alla violazione, per così dire principale, concorre l'emissione di fumi senza la prescritta autorizzazione. Alla fine, la Castello domanda: “E’ così difficile risolvere il problema dell'autorizzazione allo scarico dei reflui depurati? Così difficile è far funzionare in modo legittimo il depuratore di contrada Fiumara? E' difficile la gestione del depuratore o è incapace chi è addetto ad essa? Ritiene di poter continuare per molto in questa costosa gestione, considerato che ogni decisione che si assume fuori della legge comporta una sanzione che, presto o tardi, non mancherà di pesare nella borsa dei cittadini?

 

Redazione
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