Attualità Regione Sicilia 07/02/2017 17:50 Notizia letta: 307 volte

Il pasticcio Bio della Regione: i fondi potrebbero tornare in Europa

Come complicarsi la vita
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Palermo - Di cose strane ne sono sempre accadute in Sicilia. Soprattutto in tema di bandi e fondi europei. Ma questa potrebbe addirittura superarle tutte. Se tutto andrà bene, infatti, Regione dovrà pagare 370 mila euro. Altrimenti, il rischio, è quello di vedersi annullare il mega-bando che prevedeva fondi per aiutare l'agricoltura biologica. Il governo regionale mette nero su bianco nella relazione tecnica alla Finanziaria depositata all'Ars, il guaio che è legato al pasticcio del bando 2012 sull'agricoltura biologica.

Il bando ha la sua graduatoria finale, ma è stato bloccato dal ricorso effettuato da una cinquantina di esclusi perchè la graduatoria era sbagliata. Il ricorso degli esclusi, è stato accolto dal Tar che ha fermato tutto, compresi i finanziamenti, da un anno e mezzo, privando di fatto 8 mila soggetti inseriti nell'elenco dei fondi.

L'assessore Cracolici dichiara di aver raggiunto un accordo grazie ad una transazione con i ricorrenti che, con il loro ricorso, avevano di fatto bloccato l'erogazione dei fondi dal 2015. Regione si è impegnata a spendere di tasca propria 370 mila euro per garantire il contributo. Ma in realtà la questione non è così semplice perchè quella spesa dovrà passare prima dal voto regionale. Per questo, il governo regionale ha inserito in finanziaria questa norma. L'Ars, approverà questa spesa così ingente? In effetti, non è un debito fuori bilancio nè una spesa ben spiegata. E i malumori, in Ars, cominciano già a farsi sentire. 

La transazione, con i 55 produttori “bio”, avrebbe l'effetto immediato di far cadere il contenzioso evitando di giungere al Cga. Il Tar, infatti, ha disposto l'annullamento del bando e dei decreti attuativi. Una sentenza che, se confermata, si tradurrebbe in un doppio danno. Da un lato, gli agricoltori vedrebbero svanire il finanziamento e anzi si vedrebbero costretti a pagare di tasca propria le spese già affrontate, dall'altro il bando si dissolverebbe e tornerebbero indietro, in Europa, milioni di euro.

Irene Savasta
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