Attualità Regione Sicilia 08/02/2017 14:13 Notizia letta: 192 volte

La cultura cade a pezzi: stanziati pochi spiccioli per musei e siti

Appena 3,6 milioni in un bilancio da 20 miliardi
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Ragusa - Un grido d'allarme arriva dai dirigenti dei musei e dei parchi archeologici siciliani: non ci sono fondi nemmeno per comprare le lampadine. La Villa del Casale di Piazza Armerina, ad esempio, è piena di erbacce e non è  irraggiungibile con mezzi pubblici perché hanno tolto il minibus per i turisti.  Al Teatro Antico di Taormina non ci sono fondi per mettere in sicurezza la parte alta, che rimane inaccessibile al pubblico.

E, ancora, la cattedrale di Agrigento sta franando. E poi ci sono duecento siti minori: Kamarina a Ragusa, Villa Napoli a Palermo, l’acropoli di Morgantina, l’area archeologica di Eloro e Villa Alliata di Pietratagliata sempre a Palermo. La Regione ha fatto un bilancio da 20 miliardi di euro. Eppure, per la manutenzione dei siti culturali, investe appena 3,6 milioni di euro. Una cifra che è scesa negli anni: nel 2015 lo stanziamento era di 4,3 milioni di euro. Nel 2010 la spesa per manutenzione era di ben 9 milioni di euro.
 

Per i siti culturali pochi spiccioli, ma l'Ars non dimentica certo di finanziare la ex Tabella H, cioè  i contributi alle associazioni esterne tanto amate dai deputati, per ben 25 milioni di euro: otto volte di più di quanto la Regione impegna per la manutezione e la cura dei beni culturali.

La voce Beni culturali muove circa 200 milioni di euro all'anno, ma questa somma riguarda anche le sovrintendenze e basta a malapena per pagare gli stipendi di dirigenti, funzionari e custodi e le spese di funzionamento dell'assessorato e degli uffici interni. Nel frattempo i musei cadono a pezzi.

Irene Savasta
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