Attualità Noto 08/02/2017 22:02 Notizia letta: 22 volte

A Noto la luce dell'onestà, con reperti recuperati dai furti

Il lavoro della Finanza
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Noto - “La luce dell’onestà”, mostra di tesori archeologici provenienti dai sequestri delle Fiamme Gialle, nata da una fruttuosa collaborazione tra la Sovrintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa la Guardia di Finanza di Siracusa. E' stata inaugurata stamani nella sala GAN del Convitto Ragusa. 

“Una raccolta di oltre 100 oggetti recuperati negli anni ’60, che giacevano nei magazzini della Soprintendenza. – dichiara la Dott.ssa Panvini della Soprintendenza ai beni culturali di Siracusa – . Insieme al Colonnello Spampinato della guardia di Finanza è stato avviato un progetto itinerante che oggi è importante proporre soprattutto alle scuole, oltre che per il valore scientifico, anche per la ricaduta morale ed didattica che porta con sé. La mostra educa i ragazzi, e non solo, al modo in cui i siti archeologici vanno vissuti e all’importanza del ritrovamento fortuito di un frammento o un bene archeologico per la collettività. Le refurtive, sottratte ai privati e al mercato antiquario recuperano, grazie all’apporto dell’archeologo, il valore storico che le contestualizza nei vari periodi e luoghi di riferimento. Grazie all’interessamento del Sindaco che si è sempre mostrato particolarmente sensibile, la mostra oggi fa tappa nella bellissima Noto aprendo un allestimento presso il prestigioso Convitto Ragusa.”

La mostra andrà avanti fino al 12 Marzo, fruibile al pubblico dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00.

“Una nuova occasione per rimarcare la collaborazione in atto tra la Sovrintendenza di Siracusa e il Comune di Noto” il Sindaco Corrado Bonfanti “questa mostra di grande importanza storica ci dà occasione di sottolineare il valore della legalità che questi reperti significano, sottratti dapprima all’improvvisazione del privato e poi al rischio dell’oblio. Un momento di riflessione per le nuove generazioni sull’importanza di vivere in un territorio così ricco di storia e di passato che abbiamo il dovere di difendere e valorizzare.”

Oltre alla ideatrice Rosalba Panvini, la mostra è il frutto del coordinamento scientifico di Andrea Patanè, dell’ordinamento scientifico ed espositivo di Gabriella Ancona, Giuseppina Bruno ed Elena Messina, il restauro è di Giuseppe Bennardo e Giancarlo Betta e la documentazione fotografica di Concetta Carbone, Rosaria Cicero, Daniela Marino e Loredana Saraceno, gli allestimenti sono opera di Giuseppe Floridia e la segreteria di Sebastiana Alota, Patrizia Camelia e Graziella Catania.

Redazione