Giudiziaria Ragusa 14/02/2017 12:02 Notizia letta: 1664 volte

L'alibi di Andrea forte e credibile, Veronica ha ucciso d'impeto

Le motivazioni della sentenza
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Ragusa - Il Gup del Tribunale di Ragusa, Andrea Reale, ha definito l'alibi di Andrea Stival, suocero di Veronica Panarello, chiamato in correità dalla nuora nell'uccisione del piccolo Loris Stival, "credibile" e "forte". E' tutto scritto nero su bianco nelle 194 pagine della motivazione della condanna a 30 anni di carcere di Veronica Panrello. La condotta di Veronica è stata definitiva "spregiudicata e calunniosa".

E' stato un delitto d'impeto, secondo il giudice, l'uccisione del piccolo Loris, avvenuta nel novembre del 2014. Forse, un impeto nato dal rifiuto del bambino di andare a scuola. Dopo, sarebbe nato un diverbio con la madre. Si esclude, dunque, la premeditazione. Il movente, insomma, sarebbe questo. Il bambino sarebbe stato ucciso con le fascette e poi Veronica avrebbe tentato di occultare il corpo e ha nascosto lo zainetto.

Il Gup, infine, spiega che la decisione di Andrea Stival di trasmettere gli atti alla procura per calunnia è motivata. La relazione con il suocere non è provata e resta quindi una dichiarazione di Veronica Panarello senza riscontri.

Ma il giudice spiega che è inverosimile, inoltre, il presunto incontro con il suocero quella maledetta mattina, smentito dai tempi di percorrenza e Andrea, dunque, ha un alibi forte e credibile testimoniato dalla localizzazione del telefonino.

Irene Savasta
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