Attualità Ragusa 17/02/2017 15:06 Notizia letta: 1133 volte

Made in Sicily, emigranti per forza. Il docu-film di Alessio Micieli. VIDEO

Prodotto da AxelFilm
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Made in Sicily - Emigranti per forza. E' questo il titolo del  docu-film di Alessio Micieli, prodotto da AxelFilm, e che pone interrogativi interessanti: sono i genitori a subire il maggior distacco dai propri figli, quando decidono di andare a vivere all'estero? Che cosa spinge veramente questi giovani a lasciare la propria terra? Qualcuno si è mai chiesto perchè molti di loro non tornano più?

 I protagonisti di questo mini documentario, girato con la consueta ironia di Alessio Micieli ma con uno sguardo più maturo e disincantato, sono due genitori che vanno a trovare il figlio a Manchester, Andrea, oggi cameriere.  L'approccio dei due genitori è  sicuramente ironico: perchè non hanno il bidet, visto tutti i soldi che spendono in affitto? Perchè hanno le mattonelle di plastica? Il caffè sa veramente di "acqua lurda"? E perchè vanno in giro con i pantaloni corti anche se c'è solo un grado di temperatura? Viste tutte queste differenze culturali, qual è allora il motivo per cui tanti siciliani si stabiliscono lì?

La seconda parte del documentario, infatti, offre una serie di spunti di riflessione grazie ad alcune interviste realizzate a siciliani che si sono stabiliti in Inghilterra. Per tutti, un comune denominatore: la meritocrazia. E non solo. Quando viene pagato lo stipendio, non ti fanno l'elemosina. Hai sempre un contratto di lavoro, contributi, ferie e tutti i diritti necessari. In Sicilia, invece, la maggior parte delle volte lavori anche 14 ore al giorno senza uno straccio di contratto, senza un giorno libero e per prendere solo 600 euro al mese. Perchè, allora, ritornare? Sono tante le cose per cui la Sicilia manca: il sole, il mare, la famiglia, il cibo.

Alessio Micieli non invita i ragazzi ad andare via: piuttosto, a fine documentario, pone una serie di interrogativi: perchè in Sicilia è tutto statico, senza speranze, come se si tirasse sempre a campare?

Il regista ibleo ha acquistato sicuramente una certa maturità rispetto ai film e agli scanzonati video precedenti e sembra proiettato verso un genere molto interessante: il documentario d'inchiesta.

Irene Savasta
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