Attualità Recensione 27/02/2017 11:54 Notizia letta: 179 volte

The Great Wall: il primo film cinese con attore protagonista americano

Il versatile Matt Damon
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E’ difficile dare un giudizio unitario su un film come The Great Wall, uscito da pochi giorni nelle sale cinematografiche italiane, per la regia di Zhang Yimou. The Great Wall è un film, innanzitutto, difficile da classificare: fantascienza? Storico? Guerra? Certo, siamo lontani dalle atmosfere di Lanterne Rosse, il bellissimo film d’esordio del regista cinese con Gong Li. E sappiamo che Yimou ormai da tempo si è dedicato a film dagli effetti spettacolari, come La foresta dei pugnali volanti.

Ma The Great Wall, se possibile, supera tutti i record: è il primo film di produzione cinese con un attore protagonista americano (Matt Damon) ed è costato almeno 135 milioni di dollari. Insomma, è il film cinese più costoso mai realizzato. La Cina non solo è vicina, ma ci vuole anche dire che le produzioni cinematografiche, per effetti speciali e budget, non hanno nulla da invidiare all’America Hollywoodiana. Poi, sulla sua riuscita o meno, ne possiamo discutere.

La grande muraglia cinese non serviva soltanto a proteggere la Cina dagli invasori. Nell’universo fantastico di Yimou, il Great Wall serve a proteggere la Cina e il mondo dai Thaotie, una razza di invasori alieni somiglianti a dei dinosauri primordiali, ma dalla spiccata intelligenza. Ogni 60 anni, queste orrende creature verdi tornano all’attacco per nutrire la loro regina di carne. L’esercito dell’Orine senza nome ha il compito di proteggere la Cina dagli attacchi. Nel frattempo, due mercenari europei arrivano nel regno del Sol Levante per rubare la fantomatica “polvere nera”, l’antenato della polvere da sparo. Ma William (Matt Damon), scoprirà che essere ricchi non è niente se non si è disposti a combattere per una causa più grande.

Il tema della redenzione di un uomo che, da mercenario, scopre il valore dell’amicizia e dell’onore e che deciderà di rischiare la sua vita per una giusta causa, risulta sicuramente essere il più profondo e interessante di tutto film.
La cosa, invece, che ci lascia perplessi, è proprio l’uso massiccio degli effetti speciali. Il film, infatti, risulta a tratti eccessivo, esagerato ed esagitato.

Apprezzabili, invece, le scene delle battaglie. Nonostante i colori improbabilmente sgargianti delle armature adottate dai guerrieri cinesi, con corpetti metallici che ricordano vagamente quelli di Xena Principessa Guerriera, nel complesso la fotografia ci ha soddisfatti. Memorabile e toccante la scena del funerale del generale, con tanto di lanterne cinesi fatte volare al chiaro di luna.

Il montaggio, invece, stanca più di una volta, per l’utilizzo di zoomate a volte fuori luogo. A completare il cast anche Willem Defoe.

Irene Savasta
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