Attualità Ragusa

Museo, la Bonanno si difende, non è colpa mia

Incuria dei siti museali iblei

Ragusa - Il sito di archeologico di Kamarina è finito più volte sotto i riflettori perché pieno di erbacce, vittima dell’incuria e sostanzialmente abbandonato a sé stesso. Un peccato, visto il grandissimo valore archeologico del posto.

Ma Carmela Bonanno, la direttrice del polo museale della provincia iblea, non ci sta a finire nell’occhio del ciclone mediatico e a prendersi tutte le colpe. Ha dichiarato, infatti, che non è colpa sua se il sito è in stato d’abbandono.

E’ lei ad occuparsi della gestione del museo archeologico ibleo, del museo di Kamarina, degli scavi di Caucana, di Cava d’Ispica e del Parco Forza e del convento della Croce di Scicli.

La Bonanno, infatti, non vuole passare per il capro espiatorio della situazione e, soprattutto, precisa che non può raccogliere le responsabilità di altri che hanno gestito negli anni passati. Il succo della questione è questo: non si possono gestire i siti archeologici o museali senza ingenti fondi Ue.

E senza quei fondi, non potranno essere risistemate la recinzione e le altre anomalie, compreso il famoso cancello ancora a terra.

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