Cronaca Siracusa 02/03/2017 21:56 Notizia letta: 3563 volte

Suicidio della donna carabiniere, indagato il marito poliziotto

La strana morte di Licia Gioia
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Siracusa - Vuole vederci chiaro la Procura di Siracusa sul suicidio di Licia Gioia, maresciallo dei carabinieri di 32 anni, originaria di Latina, morta lunedì notte nella sua abitazione in contrada Isola, alle porte di Siracusa. La donna avrebbe deciso di togliersi la vita forse per gelosia, e lo avrebbe fatto al culmine dell’ennesima lite con il marito, poliziotto di 45 anni. Per quanto rimanga questa l’ipotesi privilegiata, la Procura ha iscritto il marito nel registro degli indagati, seppur come atto dovuto, per dargli l'opportunità di partecipare agli accertamenti tecnici. L’accusa è di di istigazione al suicidio.

Un consulente era stato nominato per l’autopsia, eseguita ieri, e lo stesso avverrà per gli ulteriori accertamenti del Ris di Messina. Proprio da questi rilievi si cercherà di capire meglio cosa sia successo lunedì, intorno all’una della notte, nella camera da letto al pianterreno di quella villetta a pochi chilometri dalla città.

Sin dalle prime ore, il capo della Procura, Francesco Paolo Giordano, che coordina l’inchiesta diretta dal sostituto Marco Di Mauro, ha puntato l’attenzione sul suicidio. Secondo la ricostruzione dell’uomo, la moglie al culmine di una lite nata probabilmente per motivi di gelosia, avrebbe impugnato l’arma di ordinanza per spararsi alla testa: il primo colpo avrebbe raggiunto la donna alla tempia, e nel tentativo di strapparle l'arma, sarebbe partito un secondo colpo che avrebbe raggiunto la donna alla coscia e poi lo stesso poliziotto sempre alla coscia.

Sulla dinamica di quanto accaduto nell’abitazione ci sono ancora molti dubbi e gli investigatori dovranno ancora lavorare per capire come sia potuto partire un secondo colpo dopo che la donna si era sparata alla tempia e probabilmente si era accasciata a terra. L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Francesco Paolo Giordano e diretta dal pm Marco Di Mauro, dovrà accertare cosa sia accaduto nella camera da letto, anche con l’aiuto dei rilievi del Ris di Messina.

I due si erano sposati nel maggio dello scorso anno, dopo che lui, impegnato nella divisione amministrativa della questura, aveva ottenuto il divorzio dalla prima moglie, dalla quale aveva avuto un figlio, ora quattordicenne, che vive a Siracusa con il padre. Il ragazzo era in casa al momento della tragedia, ed è stato testimone indiretto del dramma: era al piano di sopra, a letto, quando è stato svegliato dalle urla del padre e della donna, seguite da due spari.

Ieri i funerali, ai quali non ha partecipato il marito, ricoverato all’ospedale Umberto I, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico.

Redazione
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