Attualità Ispica 07/03/2017 19:43 Notizia letta: 652 volte

A Ispica si litiga sulla casetta in legno che appare e scompare

Area Popolare attacca il sindaco Muraglie
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Ispica - Una lunga analisi dello stato di confusione che regna a Palazzo Bruno è stata inoltrata oggi alla stampa dal Coordinamento cittadino di Area Popolare, sollecitata dai recenti avvenimenti che hanno visto come protagonista una ‘misteriosa’ casetta in legno - presa da AP a metafora della attualità amministrativa ispicese - rapidamente istallata e rimossa dal centro cittadino.
“Quanto è successo in città negli ultimi giorni è grottesco – esordisce il documento di AP - ed esprime appieno il profondo disagio che vive l’Amministrazione Muraglie, fin dall’inizio distintasi per passi indietro ed annullamenti, ma che adesso ha iniziato a tornare indietro anche sulle proprie, discutibilissime decisioni: la conseguenza di tale atteggiamento sarà, a breve, l’inevitabile e totale paralisi politico-amministrativa.
Un po’ di cronologia degli eventi, per spiegare meglio: venerdì 3 marzo, il sindaco Muraglie dichiara, in un proprio comunicato stampa, che << a garanzia della libera e ordinata fruizione degli spazi pubblici, nonché della tutela e valorizzazione del nostro territorio a prevalente vocazione turistica, […] ha dato mandato al Comando di Polizia Locale di effettuare controlli serrati finalizzati a contrastare il fenomeno di indebita occupazione di suolo pubblico in difformità alle prescrizioni inserite nel titolo autorizzatorio rilasciato dagli uffici comunali >>.
Esattamente il giorno dopo, a meno di ventiquattro ore dalla nota stampa del primo cittadino, fa la sua comparsa in fondo a Corso Umberto, a sinistra della Chiesa Madre San Bartolomeo, una casetta di legno bianco: un gabbiotto senza arte né parte, che reca il simbolo delle informazioni turistiche, lasciando intuire che si tratta della futura “sede” (le virgolette sono d’obbligo per una siffatta casupola) del servizio informativo turistico cittadino”.

“Il punto è centralissimo: impossibile, per cittadini e turisti, non notarla - ironizza la coordinatrice di Area Popolare, Mariagiovanna Gradanti – Il problema è che oltre ad essere pessima l’idea, è stata pessima anche l’accoglienza della cittadinanza, che sui social network ha dato sfogo alla propria indignazione in merito all’evidente assurdità di affiancare una capanna stile balneare alla principale chiesa cittadina, rendendola peraltro ‘strategicamente’ visibile da Corso Umberto, dalla scalinata della Basilica e da Piazza dell’Unità d’Italia. Una ferita inconcepibile alla bellezza dei monumenti cittadini ed un incomprensibile colpo d’immagine auto-inferto alla propria Amministrazione dal sindaco Muraglie, che prima annuncia un giro di vite a difesa dell’ordine e del decoro, e subito dopo permette che venga piazzato un gabbiotto in pieno centro – che pare fosse anche sprovvisto di titolo autorizzatorio, pertanto completamente abusivo.
La capannina è stata rimossa in tutta fretta questa mattina.

Ma la casetta in legno è solo la punta dell’iceberg - chiarisce Gradanti - l’emblema dell’operato della compagine amministrativa: il vero problema è la cronica incapacità di questa amministrazione di pianificare un’azione strategica per lo sviluppo e la promozione del territorio. Pochi, incerti passi, dai quali si è rovinosamente costretti a tornare indietro dopo aver letto l’ira dei cittadini su Facebook, artatamente fomentata da certa opposizione specializzata in polemiche, non possono essere minimamente paragonati ad un’azione amministrativa degna di questo nome.
Disorganizzata, confusa e litigiosa: questa è la maggioranza che attualmente tenta di guidare la Città, dirigendola però verso un declino sociale, economico ed urbanistico senza precedenti.
Annullato il PRG Gangemi, non se ne vede un altro all’orizzonte e la responsabilità di ‘governare’ l’utilizzo del territorio è stata nuovamente affidata ad uno strumento urbanistico, il piano Censon, vecchio di quarant’anni, che ha già fatto arrivare in Consiglio nuove lottizzazioni; le discariche abusive abbondano ed il presunto controllo del territorio rimane un’attività frustrante e fortemente deficitaria; i fondi ex-Insicem per la zona artigianale sono stati definitivamente perduti e, cosa assai curiosa, le associazioni di categoria non sembrano nemmeno curarsi più di tanto del grandissimo danno inflitto agli artigiani, vero cuore pulsante dell’economia ispicese, dalla scellerata inerzia del Sindaco e dell’assessore Corallo.
Le nostre idee, i nostri stimoli, la volontà di collaborazione che abbiamo espresso in passato, quali estremi tentativi di svegliare Muraglie e la sua Giunta dal torpore, si sono tristemente infranti contro un muro di arroganza e supponenza amministrativa, che hanno prodotto i nefasti risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti.
Crediamo che sia davvero troppo tardi per un’inversione di tendenza e che l’unica soluzione al profondo disagio in cui si trovano amministratori e cittadini in questo difficile momento sia la conclusione di questa tragica parentesi di non-amministrazione”.

Redazione