Economia Scicli 07/03/2017 20:22 Notizia letta: 574 volte

Franchetti, lo sciclitano: L'Etna merita un'altra Doc

L'uomo che ha inventato Contrade dell'Etna
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Scicli - "È ora che l'Etna abbia un'altra Doc, quella dei vigneti oltre gli 800 metri sul livello del mare. In fondo nelle Langhe accade qualcosa di simile con Il Barolo e il Barbaresco".

Andrea Franchetti vive tra Scicli e l'Etna. "Ho fatto Contrade dell'Etna, un grande appuntamento-vetrina per i produttori di vino per permettere loro di parlarsi, di capire se c’è uno stile o altre cose riguardanti il vino. È un fenomeno recentissimo, è tutto iniziato nel 2005 circa”.

Famiglia ricca, ebrea, livornese, di commercianti. Nato e cresciuto a Roma. A Venezia, a Ca’ d’Oro c’è un Museo Franchetti, fatto da un suo antenato. Arriva sull’Etna nel 2000, in una tenuta splendida, ma abbandonata a Guardiola. 

 Come nasce l’idea di Contrade?
“La prima edizione è stata nel 2008. C’erano 16 produttori e Jancis Robinson che voleva venire qui. Ho invitato i produttori da me e il successo e l’allegria che è venuta fuori è stata fuori dal comune. Straordinaria. Ora mi sono stancato di fare Contrade per il grande afflusso. Siamo in tanti, quasi un centinaio. E per la prima volta lo faremo fuori da una cantina dopo che Alberto Graci Aiello lo ha ospitato per tre edizioni. Il 3 aprile saremo tutti al Castello Romeo, molto grande, verso Randazzo, ampi spazi e 22 ettari per il parcheggio. Qui sull'Etna la parola "Contrada” nasce dal fatto che le uve si compravano a contrade, diverse per qualità. Guardiola, che poi è il mio vino G, è la mia contrada del cuore”.

Redazione
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