Attualità Agroalimentare 22/03/2017 10:22 Notizia letta: 332 volte

Latte e Formaggi: da aprile le nuove etichette

Per difendere i consumatori e il Made in Italy
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Novità per tutti i consumatori e i produttori della filiera lattiero-casearia. Ad aprile, infatti, entreranno in vigore le nuove normative nazionali per avere etichette sempre più precise e dare così al consumatore ampia facoltà di scelta, oltre a garantire la genuinità di un prodotto e prevenire dai falsi "Made in Italy". Sulle confezioni di prodotti caseari,  attualmente,  compare solo lo stabilimento in cui il prodotto viene confezionato, ma nessuna traccia dell’origine. L'iniziativa è stata già adottata da Francia e Germania.

La filiera latteriero-casearia, insomma, si adegua: ci sono già norme europee in materia di etichettatura d’origine obbligatoria per diversi prodotti agricoli come miele, ortofrutta, olio extravergine d’oliva, uova e carni non trasformate. Anche il settore del biologico ha una sua normativa per l’indicazione di provenienza, così come avviene per i prodotti con indicazione geografica tipica, o con denominazione di origine protetta. Per il latte, invece, l'indicazione dell'origine in etichetta è stata facoltativa, almeno fino ad oggi.

In etichetta sarà riportato:
Paese di mungitura (nome del paese nel quale è stato munto il latte)
Paese di condizionamento (nome della nazione nella quale il latte è stato condizionato)
Paese di trasformazione (nome della nazione nella quale il latte è stato trasformato).

Nel caso in cui le tre operazioni – mungitura, condizionamento e trasformazione – avvengano nello stesso paese, in etichetta troveremo un’unica indicazione, ovvero "Origine del latte: nome del paese".
Se invece le operazioni indicate avvengono in più paesi appartenenti all’Unione Europea troveremo i seguenti riferimenti:
Miscela di latte di Paesi UE (riferito alla mungitura);
Latte condizionato in Paesi UE (riferito al condizionamento),
Latte trasformato in Paesi UE (riferito alla trasformazione).

Sarà perciò facile individuare anche i prodotti provenienti da paesi extraeuropei per i quali sarà indicato invece “Paesi non UE” per ciascuna delle tre operazioni.
Le stime di Coldiretti evidenziano che i consumatori italiani hanno acquistato nel 2015 una media di 48 chili di latte a persona e si posizionano al settimo posto su scala mondiale per i formaggi, con 20,7 chilogrammi per persona all’anno. Prima di noi ci sono i francesi con 25,9 chilogrammi a testa, ma anche islandesi, finlandesi, tedeschi, estoni e svizzeri.

L’obbligo di indicare l’origine in etichetta certifica l’identità di oltre 400 diversi tipi di formaggi tradizionali censiti a livello regionale territoriale, realizzati secondo regole tramandate da generazioni.
Coldiretti ha fortemente sostenuto la richiesta di etichettatura obbligatoria dei prodotti latteo-caseari anche per salvaguardare l’intera filiera del latte, che costituisce il maggior segmento dell’agroalimentare italiano per un valore complessivo di 28 miliardi di fatturato. È ancora Coldiretti a credere che il provvedimento salverà 120mila posti di lavoro, incidendo favorevolmente sul mantenimento dei prezzi del latte e proteggendo il Made in Italy dall’agropirateria internazionale sui mercati esteri. Tuttavia, il fatto che la normativa non sia obbligatoria in tutti i paesi europei pone qualche ombra sulla sua efficacia. Il risultato, però, sarà visibile solo qualche mese dopo la sua attuazione.

Irene Savasta
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