Attualità Cefalù 24/03/2017 10:47 Notizia letta: 174 volte

Ciccio Liberto. L'uomo che fece le scarpe alla Ferrari

81 anni e non sentirli
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Cefalù - Lui si chiama Francesco Liberto, ma tutti a Cefalù lo chiamano “Ciccio”. Professione? Calzolaio. Ma sostenere che Francesco Liberto sia un semplice calzolaio, è senza dubbio riduttivo. Perché lui, per anni, è stato il fornitore ufficiale di scarpe da corsa per piloti Ferrari. Con i suoi particolari prodotti dell’artigianato ha partecipato al film “The Rush” dedicato al mitico Nicki Lauda e ha ricevuto tanti riconoscimenti mondiali. Oggi, ha 81 anni.

Ha già rifiutato di cedere il brevetto ad un’azienda inglese e adesso anche il Giappone lo sta corteggiando. Ma dovrebbe trasferirsi in Giappone. Ci pensa, Francesco Liberto, ma dice di voler eguagliare il record di Vincenzo Pintorno, altro maestro calzolaio di Cefalù arrivato a 107 anni. La vita gli ha regalato gioie e dolori: l’indigenza durante l’infanzia e la fama mondiale grazie al suo particolarissimo lavoro. 

Ne ha conosciuti tanti di automobilisti e personaggi singolari e di ognuno conosce aneddoti e particolarità, come il plurimondiale belga Jaques Bernard Ickx, tanto meticoloso e perfezionista. Un giorno lo chiamò per chiedergli la cortesia di confezionargli scarpe più larghe di un millimetro e mezzo”.   Il più strano? Un ingegnere collaudatore della Porsche che durante i giorni antecedenti ad una Targa, gli chiese durante una cena di confezionargli delle scarpe da pilotaggio che avessero la suola in pelle identica a quella utilizzata per le tomaie (la parte superiore della calzatura). Peraltro ad un patto: che fossero pronte al mattino successivo. 

Il più singolare? L’inglese Victor Henry Elford che aveva bisogno in ventiquattro ore di un paio di scarpe, una (la sinistra) di taglia 42 e l’altra (ovviamente la destra 44! Dovevano essere personalizzate, in ogni caso una rarità. Da bambino in un incidente domestico aveva perduto una falange d’un alluce. Elford vinse quella Targa Florio.  Il più simpatico? Senza dubbio alcuno, Nanni Galli.

Gli si erano incollate le scarpe per via del calore dell’ abitacolo della F1. Tutto iniziò nel 1960, quando il pilota Ignazio Giunti, alla vigilia della Targa Florio, ebbe bisogno di un paio di scarpe. Il 4 ottobre del 2012 al numero 158, Francesco Liberto è stato inserito nell’elenco dei Tesori Umani viventi protetti dall’Unesco. Dal 2011 è  “Eccellenza d’Italia” nel Gruppo dell’Istituto Poligrafico e Zecca di Stato. Le sue scarpe sono esposte a Stoccarda nel Museo Porsche; il Principe di Kent le adotta alla guida della sua Alfa Romeo. Ha  brevettato lo stival pacwuk realizzato con scampoli di pelle variopinti.

Irene Savasta