Attualità Chiaramonte Gulfi 24/03/2017 17:07 Notizia letta: 2411 volte

La scomparsa del “chiaramontano” Bob Noto

Il più noto fotografo gourmet italiano
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Era nato a Torino e lì ha vissuto tutti i suoi 61 anni di vita, fino a ieri, quando un tumore se l'è portato via. Torinese, quindi. Ma altrettanto sicuramente siciliano, anzi ragusano, chiaramontano per essere precisi. Nel dna di Bob Noto, riconosciuto come il più noto gourmet italiano e il miglior fotografo di cibo degli ultimi 20 anni, c'era quindi più di un pizzico di Sicilia. E ci teneva a precisarlo. “Tutte le volte che capitava di incontrarci – racconta il giornalista Carlo Ottaviano, ex direttore del Gambero Rosso e di altre testate del settore enogastronomico – finivamo per parlare dei Monti Iblei e in particolare di Chiaramonte. I miei e i suoi genitori erano nati lì e questa coincidenza aveva rafforzato la nostra amicizia”.

A Ragusa Bob era venuto l'ultima volta lo scorso anno per “A Tutto Volume”, il festival letterario diretto da Alessandro Di Salvo. Aveva partecipato all'incontro con Gualtiero Marchesi, il maestro di tutti i grandi chef italiani. Sul palco con lui Ciccio Sultano, di cui Noto aveva grande stima e simpatia. Lo abbiamo visto appunto assieme a Sultano e Marchesi durante l'incontro di “A Tutto Volume”. Nelle immagini, tre scatti di Noto di piatti di Ciccio Sultano. Un esempio della sua bravura.

“Noto – ha scritto stamattina il Gambero Rosso - è stato tra i primi ad aver adottato un certo stile di fotografia, il primo ad aver fotografato i piatti non appena arrivati al tavolo, un istante prima di mangiarli, come oggi facciamo più o meno tutti; è stato il primo a riconoscere valore artistico e culturale all'alta cucina. Cose che oggi sembrano, anzi sono, normali e che non lo erano nel 1995 ad esempio quando, primo in Italia, scrisse un articolo dedicato a Ferran Adrià su Panorama”. Proprio Ferran Adrià, forse il più noto chef al mondo, considerava Noto il miglior palato del mondo. “Glielo diceva ridendo sulla terrazza del Bulli alla fine di una delle decine di cene che con l'amatissima moglie Antonella e l'inseparabile cagnolino Rocky avevano fatto al ristorante di Roses, in Catalogna”, ricorda Eleonora Cozzella, responsabile del sezione food del sito di Repubblica. “Bob Noto e Antonella – ricorda Cozzella - sono l'unica coppia al mondo ad aver mangiato tutti gli oltre 1800 piatti usciti dalla mente e dalla cucina del genio spagnolo. Si erano conosciuti nell'estate del 1993 - quando ancora lo chef spagnolo non era il 'fenomeno Adrià' - ed era nato un sodalizio basato sulla stima e la comune visione gastronomica”. La Stampa di Torino stamattina scrive di lui affermando che “oggi scattare foto di piatti è una moda anche un po’ insana. Prima di Bob Noto non esisteva. È stato lui a cominciare incantando con i suoi scatti i grandi chef”.

Paolo Marchi, l'inventore di Identità Golose, nell'affettuoso testo scritto oggi, racconta del lavoro di Noto: “Succedeva che il piatto arrivava in tavola, veniva messo su una sorta di set, la macchina su un mini-cavalletto e il clic fatto. Se poi la stessa preparazione convinceva Bob, la foto sarebbe stata pubblicata, con il piatto scontornato perché assumesse una vita propria, che prescindesse dall'assaggio precedente. Altrimenti cancellata. C’era insomma una prova da superare, la prova-palato. Il quadro aveva una sorta di valore notarile. Non come adesso che plotoni di food-blogger cercano prima di tutto il piatto fotogenico, e poco importa se sa di poco. Si è in troppi casi passati dalla testimonianza della bontà al fissare la bellezza senza verificarne i contenuti, che non sempre ci sono”.

Oggi tutto il mondo dell'alta gastronomia celebra la sua grande esperienza, la sua professionalità, ma anche- l'ha scritto Luciano Pignataro, altro importante giornale di settore - “l'uomo intelligente, ironico, creativo naturale”. E, non ultimo, un grande amante del ragusano e un grande testimonial del meglio della nostra provincia.

Redazione
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