Attualità Taormina 27/03/2017 16:58 Notizia letta: 260 volte

In vendita i beni del San Domenico, arriva lo stop della Soprintendenza

167 del valore di un milione e 700 mila euro
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Taormina - Potrebbe diventare un museo o forse restare un albergo. Sta di fatto che il destino dello storico Hotel San Domenico di Taormina resta ancora in bilico. E adesso, la Soprintendenza di Messina e la casa d'aste Bonino, che si occupa della vendita dei lotti dei beni dell'hotel, sono in guerra. Dal primo marzo, infatti, sul sito della casa d'aste è disponibile il catalogo dei beni alienabili del San Domenico.

Tuttavia, il 19 marzo, è apparso questa avvertenza: “A seguito di diffida della Soprintendenza di Messina, il link al catalogo dei lotti afferenti all’hotel San Domenico è stato temporaneamente disattivato”.
Come mai questo braccio di ferro fra la Soprintendenza e la casa d'aste? Semplice: in ballo ci sono 167  opere tra quadri di pregio, bassorilievi, portali di accesso alla sacrestia, giare, panche, librerie e il sarcofago di un rampollo della famiglia Corvaja, morto all’età di 17 anni.

Opere che la "Bonino" stima, in un milione 700 mila euro: dal piatto di 50 euro al portale monumentale da 150 mila. Ma che secondo la Soprintendenza valgono di più, perchè è l'albergo il vero scrigno.
Il punto è questo: la Soprintendenza ha posto il vincolo e il vincolo prevede che i 167 lotti siano venduti tutti insieme e che restino all'interno del San Domenico.

Il singolo pezzo può esser venduto a un singolo compratore ma non può essere mosso dal San Domenico né separato dagli altri: la sintesi è questa. La Bonino, però, ha annunciato di voler far visionare il vincolo ai propri legali. Esisterà un simile compratore?

Irene Savasta
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