Cronaca Ragusa 30/03/2017 09:22 Notizia letta: 1888 volte

Costretto a denundarsi alla fermata dell'autobus, denunciati due studenti

Atti di bullismo in provincia
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Ragusa - La polizia ha denunciato due studenti accusati di bullismo. In particolare, avrebbero commesso atti di violenza ai danni di un loro compagno di scuola. Ad informare gli agenti, il dirigente scolastico di un istituto della provincia di Ragusa. Il ragazzo, vittima dei bulli, ha raccontato tutto prima all'insegnante: poi, davanti al padre, anche agli agenti. Il giovanissimo ragazzo ha raccontato di essere stato spesso scherno dei compagni di scuola e questo lo faceva stare male ma per rimanere nel gruppo, accettava certi “scherzi pesanti”.

Quel giorno però i compagni di scuola avevano proprio esagerato e lui ha detto basta. In particolar modo, il giovane stava ballando con i compagni di scuola alla fermata dell’autobus; uno di loro aveva una piccola cassa acustica connessa al telefonino e fin qui nulla di illecito, si ballava tutti insieme, si scherzava; ad un tratto il ragazzo è stato accerchiato da 5 - 6 compagni che lo invitavano a ballare con loro che lo incitavano e due di questi lo invitavano a spogliarsi; il giovane si è rifiutato e gli altri lo incitavano, il tutto alla presenza di una ragazzina appena adolescente; dopo essersi opposto, due dei ragazzi lo hanno percosso e strattonato, afferrandolo anche per il collo perché lui doveva abbassare i pantaloni e le mutande: sotto minaccia dei due “bulli” si è denudato.

I ragazzi, poi, lo hanno anche ripreso con gli smartphone, pubblicando il tutto su Instagram e per evitare di lasciare traccia sui cellulari, è stato pubblicato in diretta e quindi per 24 ore. Per fortuna hanno pubblicato solo quando il giovane stava ballando non quando costretto a spogliarsi.

Rintracciati i responsabili, dopo pochi minuti gli investigatori hanno ottenuto una piena confessione.
Al termine delle indagini i ragazzi sono scoppiati tutti in lacrime chiedendo scusa per quanto commesso ed asserendo di essere pentiti e di non voler del male al compagno di scuola ma di aver voluto soltanto “scherzare”.

Irene Savasta