Giudiziaria La sentenza 05/04/2017 10:08 Notizia letta: 1173 volte

La puzza di fritto è reato. Si chiama molestia olfattiva

Una sentenza bizzarra
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Si chiamano molestie olfattive. Più prosaicamente, puzza di fritto. Ma la Cassazione ha deciso: se gli odori sono troppo insistenti, è reato. Un uomo, il proprietario di un appartamento in un condominio di Monfalcone, è stato condannato in seguito alla denuncia presentata da un vicino di casa, infastidito perchè dall'appartamento in questione provenivano odori troppo forti.

La difesa dell'imputato si è basata sul fatto che i due vicini non si amavano, evocando dunque una sorta di vendetta nella denuncia, e che gli odori della cucina non possono considerarsi motivo di reato.

L'accusa invece ha tentato di confgurare l'emissione di odori come un "getto pericoloso di cose". Un posizione sul filo del rasoio, ma hanno avuto ragione. La Cassazione ha infatti condannato gli imputati proprio in base all'articolo 674 del Codice penale.

Il "getto pericoloso di cose" è "configurabile anche nel caso di molestie olfattive a prescindere dal soggetto emittente con la specificazione che quando non esiste una predeterminazione normativa dei limiti delle emissioni, si deve avere riguardo, al criterio della normale tollerabilità di cui all'art. 844 c.c".  La sentenza della Cassazione è la numero 14467/017

Irene Savasta
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